Piscina comunale
Piscina comunale di Taormina

La Regione revoca un finanziamento al Comune di Taormina per il rifacimento della caldaia alla piscina comunale e “gela” non soltanto la casa municipale ma anche il Cvsm, ente gestore della piscina dove quei lavori erano partiti ma poi non sono stati completati. La clamorosa decisione è stata assunta dal Regione Siciliana dal Dipartimento dell’Energia con apposito decreto che revoca il contributo da 854 mila euro a suo tempo ottenuto dal Comune di Taormina tramite l’adesione all’avviso pubblico del 9 dicembre 2009 avente per oggetto “Bando per la concessione delle agevolazioni agli enti locali e altri soggetti per azioni di sostegno alla produzione pubblica di energia da fonti rinnovabili, all’incremento dell’efficienza energetica e alla riduzione delle emissioni climalteranti”, in attuazione del Po Fesr 2007/2013, Asse 2 obiettivi operativi 2.11 e 2.1.2. L’istanza di finanziamento era stata presentata il 2 agosto 2010 dall’Amministrazione comunale del tempo, corredata dal progetto per il rifacimento della caldaia della struttura di contrada Bongiovanni, e il 17 maggio 2013 la domanda si era piazzata al 18esimo posto della graduatoria definitiva nella categoria “Efficienza energetica, cogenerazione, gestione energetica”.

L’iter. Le somme erano state concesse al Comune con relativa richiesta di provvedere ad alcuni adempimenti, tra i quali quello di produrre il certificato di collaudo delle opere entro il 1 dicembre 2015. Nel mentre la Corte dei Conti, ha ravvisato altre anomalie e le controdeduzioni inviate dal Comune non sono bastate al Dipartimento dell’Energia che con decreto del 14 marzo scorso ha annullato il finanziamento destinato al Comune di Taormina.

La storia. La questione appare, tuttavia, più ampia e richiama un finanziamento complessivo da 3 milioni e 850 mila euro assegnato nella passata legislatura al Comune di Taormina. La Perla della Jonio era stata ammessa nel 2013 alla graduatoria definitiva di un bando a cura dell’assessorato regionale all’Energia e Servizi di pubblica utilità (Dipartimento regionale dell’Energia) e in quella circostanza avevano ottenuto “disco verde” non uno ma due progetti: per il rifacimento della caldaia della piscina comunale di contrada Bongiovanni ed il rifacimento dell’impianto di illuminazione comunale, rispettivamente per un importo di Un milione 100 mila euro e 2 milioni 750 mila euro.

I progetti. La graduatoria esitata a suo tempo dalla Regione, comprendeva esattamente questi progetti: 1) Interventi di efficienza energetica della centrale termica della piscina comunale, adeguamento alle norme sulla sicurezza degli impianti e realizzazione di un impianto di cogenerazione elettrica” per un importo di € 1.100.000,00; 2) “Progetto degli interventi di efficienza energetica della illuminazione pubblica stradale ed adeguamento alle norme in materia di inquinamento luminoso e di sicurezza degli impianti” per un importo di € 2.750.000,00. Le somme erano state stanziate, a suo tempo, dall’ex governo Lombardo, nell’ambito di una graduatoria relativa all’Efficienza energetica, cogenerazione, gestione energetica. Una parte dell’impegno di spesa per l’importo complessivo del fondo, il 22% per l’esattezza, è stato posto a carico di un privato come previsto dall’iter in oggetto, con un finanziamento di circa 800 mila euro, da parte di una società di Catania, individuata mediante apposita procedura pubblica.

Responsabilità. Il tutto riguardava, in buona sostanza, lo sfruttamento di energie alternative tra le quali il fotovoltaico, ed il rifacimento della caldaia alla piscina comunale era stato previsto proprio in questa direzione. Adesso in questa vicenda, a dir poco clamorosa, c’è da riflettere e da far luce su quanto avvenuto nei vari passaggi procedurali effettuati dagli uffici di Palazzo dei Giurati. Si perderà il finanziamento specifico della caldaia o la problematica riguarda anche l’illuminazione pubblica, dove si è investito su una minore dispersione di energia, ed un alleggerimento dei costi a carico dell’ente, con degli interventi sono stati poi tra l’altro già attuati?

Un caso politico? E’ possibile, in ogni caso, che si possa perdere in questo modo un finanziamento del genere “per mero errore materiale”? E’ una vicenda che lascia senza parole. Una storia destinata a infiammare il clima politico in Comune ma inevitabilmente anche ad agitare gli umori della città.

 

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