Italo Mennella sul Bambin Gesù di Taormina
Italo Mennella, presidente dell'Associazione Albergatori di Taormina

«Il Centro di Cardiochirurgia Pediatrica deve rimanere a Taormina. La politica regionale la smetta di fare i soliti giochetti sulle spalle e a danno dei cittadini, e stavolta ancora peggio senza pensare ai bambini che dovrebbero fare 700 chilometri per il ricovero a Palermo». Il duro monito arriva dal presidente dell’Associazione Albergatori di Taormina, Italo Mennella, che interviene sulla prevista chiusura del Bambin Gesù di Taormina, che dal 12 giugno secondo la Regione dovrà avere nuova collocazione a Palermo.

Costi di permanenza. Mennella non ci sta e prende la parola a nome degli albergatori anche e soprattutto sulla discussa questione dei presunti “costi eccessivi a Taormina” per la permanenza dei familiari dei pazienti dei bambini in cura nel reparto di contrada Sirina. Il presidente degli Albergatori non fa giri di parole e parla di «bugia assoluta dietro la quale si celano evidentemente altre motivazioni per chiudere il Centro di Cardiochirurgia Pediatrica di Taormina».

Strumentalizzazioni. «Ci chiamano in causa, non si sa bene su quali basi, parlando di costi alti a Taormina ed è una bugia totale – afferma Mennella – messa in piedi strumentalizzando, per altro, le famiglie che con grande dignità stanno affrontando questa assurda decisione della Regione di chiudere la Cardiochirurgia di Taormina. Non ci sono mai state lamentele in tal senso. Noi non siamo degli avvoltoi, abbiamo sempre fatto tariffe e convenzioni particolari a prezzi giusti. La politica regionale non scenda a queste bassezze per giustificare le proprie vere intenzioni e per togliere il Centro alla Città di Taormina. E’ un falso problema che non esiste ed è una scusa per celare probabilmente altri interessi ben più grandi. Noi non abbiamo mai lucrato sulle disgrazie altrui».

Promesse e passerelle. «Mi lascia perplesso e mi preoccupa fortemente – aggiunge Mennella – questa volontà di portare a Palermo un Centro che a Taormina ha ormai trovato una giusta collocazione, funzionale e di alto livello. Va fatto una battaglia per scongiurare questa ingiustificabile chiusa. La politica messinese deve mobilitarsi, è inutile fare promesse e passerelle. Ma, in ogni caso, non parlino più di costi alberghiere e di necessità di convenzioni: le convenzioni le facciano fare a noi, che di certo siamo al fianco della gente».

Scelta inaccettabile. Il caso della Cardiochirurgia pediatrica si fa, insomma, sempre più incandescente e a Taormina e nel comprensorio si va verso una possibile mobilitazione di amministratori ma soprattutto dei cittadini che, a vario titolo, non intendono rassegnarsi alla chiusura del Centro di contrada Sirina. Un investimento da 11 milioni e mezzo che la Regione vuole cestinare per spostare tutto a Palermo con l’ennesima scelta inconcepibile e inaccettabile della politica regionale.

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