Agostino Pappalardo, commissario liquidatore Asm
Agostino Pappalardo, commissario liquidatore Asm

Si riaccende il dibattito politico in Consiglio comunale sull’Azienda Servizi Municipalizzati, dal settembre 2011 in liquidazione ed i cui tempi per il definitivo riassetto rimangono incerti. A riproporre i fermenti sulla situazione di Asm è stato l’odg (integrato con emendamento del consigliere Carmelo Leonardi), poi approvato dall’aula, sull’impiego degli interinali per carenze di organico. Sulla questione si è registrato un duro intervento in aula del consigliere Pinuccio Composto, ed altre bordate ai vertici dell’azienda sono arrivate da Nunzio Corvaia, e da Piero Benigni, e ha fatto un approfondito punto della situazione Eugenio Raneri, ma si è soprattutto ancora una volta riproposto l’aspro confronto tra il liquidatore Agostino Pappalardo ed il consigliere del Partito Democratico Graziella Longo.

Le cifre. «Ringrazio per la fiducia, di certo non ho chiesto io di fare il liquidatore di Asm e se qualcosa non va nelle mie attività io per primo vi invito ad assumere le iniziative conseguenziali. Non mi offenderò se mi toglierete questo incarico. Sulla funivia appena riaperta ho chiesto una relazione dettagliata dei costi da affrontare. Si sono spesi 500 mila per le riparazioni ed altrettanto è stato il mancato introito. Mi si dice che quasi quasi sono io a voler stare all’Asm mentre sono in una emergenza continua. Lo ripeto: è un’emergenza continua. La pianta organica è una necessità sulla quale ritengo ci voglia un mandato ben preciso. La realtà è diversa da quella che si dice e invito chiunque a verificare. Le fiere fatte da Asm non sono state una o due, ma molte di più. Di certo non andiamo ad inseguire coloro che fanno le fiere o che pagano dopo un anno».

Rapporto Comune – Asm. «Il bilancio di Asm lo si sta riuscendo a chiudere adesso e sappiamo tutti i problemi avuti dal consulente Asm che ha rivisto e verificato tutti i conti dal 2011 a seguire ed è stato quantificato l’allineamento dei conti col Comune. Tale allineamento comportava che entro il 26 febbraio scorso Asm avrebbe dovuto versare 2 milioni e mezzo circa di euro e tale adempimento è stato rispettato dall’azienda con regolare versamento. Il Comune, e mi corre obbligo dirlo e comunicarlo al Consiglio comunale, non ha ancora versato quanto previsto nell’accordo con Asm e questo sta creando problemi di cassa ad Asm. Le cifre sono scritte, stiamo parlando di 755 mila euro. Sino ad adesso Asm è riuscita ad effettuare da sola a tutte le spese di riparazione della funivia, anticipando le somme. Tutti i fornitori, essendo Asm in liquidazione, hanno preteso i pagamenti anticipati. Ci sono tanti problemi ma non riusciti a risolverli “fior di direttori generali”, posso riuscirci io? Io mi impegno e sto cercando di fare il massimo”.

La replica. «Ringrazio il liquidatore per la disponibilità a svolgere l’incarico – ha detto con tono pungente il consigliere Graziella Longo, per aver rispettato il dettato del Consiglio ed essere venuto in aula a dire se l’azienda è in liquidazione o no, lo ringrazio per non aver riscosso il ticket alla Madonnina e per quanto altro accaduto e per come ha reso possibile gestire al meglio la situazione di Asm. E’ stridente il fatto che quando una cosa andava male in passato si ha la giustificazione e si dice “ma in passato non veniva fatta e io adesso la sto facendo”, mentre quello che veniva fatto bene prima non viene preso in considerazione».

La questione del piazzale Madonnina. «Il suo incarico – ha aggiunto il consigliere Longo rivolgendosi al liquidatore – sembra avrà una durata ancora lunga, si protrarrà forse per anni». La Longo si è inoltre soffermata sulla scontistica nei parcheggi – altro punto che era all’odg del Consiglio – e relativa determinazione su «requisiti presupposti necessari per la fruizione della riduzione del 35% o 45% in caso di acquisto voucher» (determina Asm del 11/02/2016): «Quella scontistica è anomala e crea danni all’Asm e determina pure una qualità dei servizi pessima. Lei ha avuto oltre un anno di tempo per concentrarsi su questa problematica ma la questione non ha trovato una soluzione risolutiva. Lei in Consiglio si è qualificato come “esecutore” e io ho pensato si riferisse al fatto di essere “esecutore” della volontà del Consiglio comunale: mi domando, se così è, perché non è venuto in Consiglio a dirci, tre mesi dopo la nomina, se Asm è ancora in liquidazione. E poi voglio ricordare la questione della pianta organica che esiste, comprende certi parametri, che sono illegittimi, ma sono stati confermati».

L’attacco di Composto. «Noi siamo da un lato preoccupati – ha detto Composto – ma dall’altro anche sereni, perché non l’abbiamo nominato noi alla guida di Asm. Lei ha anche i servizi sociali ed era stato fatto il suo nome anche per l’Amministratore unico di Taormina Arte. Ma, ironia a parte, ci sono più ombre che lui. Per assumere il compito di gestire Asm, lei ha abbandonato la viabilità ed il controllo del territorio. Dò atto al Comandante del suo impegno ma il vero problema è l’irresponsabilità di chi ha votato per il ruolo di commissario all’Asm chi ha un altro compito, altrettanto impegnativo, quello cioè di fare il Comandante dei Vigili urbani. E’ passato più di un anno dall’ultimo voto commissariale su Asm e la città è allo sbando. Anche sulla gestione del personale sono stati fatti degli errori in questi mesi, in azienda ormai si fa una sola fiera all’anno e c’è stato un decremento da 8 a 1 in un segmento che sarebbe importante per Taormina come lo sono i congressi. E poi che dire dei bus navetta e del collegamento tra Lumbi e San Pancrazio che si commenta da solo. Vogliamo affrontare l’estate e i concerti da 5 mila persone con due sole navette? C’è un bus da 80 posti che ha problemi di frizione e non sappiamo neppure se potrà continuare».

Pensiero Pd. «Io – ha dichiarato Benigni – ho votato la nomina del Commissario liquidatore nel 2014 ma non l’ho fatto da irresponsabile. La mia era una determinazione perché credevo e pensavo che si potesse arrivare nel più tempo possibile a mettere finale alla liquidazione. Quel percorso doveva durare 90 giorni, non due anni. La preoccupazione del consigliere Composto è giusta. Io pensavo che nel giro di tre mesi, il Consiglio e l’Amministrazione sarebbero finalmente arrivati alla chiusura della liquidazione ma evidentemente così non è stato. Il commissario è distratto dai tanti compiti che deve affrontare, e uno è proprio quello della viabilità che ha bisogno di essere decisamente rivisita e migliorata rispetto a come vanno adesso le cose».

L’idea di Corvaia. «All’Asm va innanzitutto rivista e chiarita la gestione del personale – ha detto Corvaia -. Ci è stato chiesto di sbloccare degli interinali, ma sono preoccupato perché sinora sono stati persi soldi per la mancata attivazione delle strisce blu a Mazzarò. Ci sono dipendenti che potrebbero fare i jolly e ricoprire più mansioni: o li si utilizza così o gli si revocano i parametri».

La soluzione di Raneri. «Sento parlare in giro di Asm 2.0, 3.0 e 4.0 – ha affermato Raneri – e sono preoccupato. Belle parole ma centri di costo, al momento non se ne vedono. La Madonnina come si può regolamentare? Con il posizionamento di una barra che si apre e che si chiude: non servono scienziati per risolvere questa vicenda. Si chiude, si recinta e si risolve l’emergenza. Alla funivia si è fatto un lavoro analogo con i tornelli, conosciamo i flussi e un discorso similare potrebbe essere previsto lì. Una buona informatizzazione e meccanizzazione è stata avviata, bisogna continuare su quella linea. A Mazzarò invece le strisce a pagamento non sono attive, non è stata trovata una soluzione e non vedo chiarezza. Quel parcheggio va regolamentato. L’Amministrazione che opinione ha? E’ semplice dire che il parcheggio di Mazzarò non è regolamentato. Anche lì occorre semplicemente fare una convenzione, o una gara, per il controllo dell’area».

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