Raccolta rifiuti a Taormina

Via libera del Consiglio comunale ad un ordine del giorno urgente (emendato poi in odg-atto di indirizzo), proposto in aula dal gruppo di opposizione “ProgettiAmo Taormina” che invita il sindaco a far valutare alla dirigenza l’opportunità di bloccare il «bando di gara per la gestione del servizio di pulizia delle strade, raccolta e trasporto allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed altri servizi di igiene pubblica».

Contraddizioni. L’atto esitato si riferisce all’iter, per il quale proprio in queste ore il Comune ha avviato l’apertura delle buste, per la gestione “ponte” del servizio dal 1 luglio in poi per un periodo di 9 mesi. L’atto è stato letto in aula dalla consigliere Alessandra Caltabiano che ha parlato di «Contraddizioni tra documenti pubblicati in sede di gara e facenti parte integrante della procedura di affidamento, utilizzo censurabile della procedura del massimo ribasso anziché dell’offerta economicamente più vantaggiosa», ed ha inoltre aggiunto che «sono state completamente disattese le indicazioni tecniche formulate dal consulente del sindaco avv. Gaetano Callipo a tutela della correttezza formale e sostanziale del bando di gara». Per questo motivo si è inteso invitare il Responsabile del procedimento a «ritirare il bando di gara e a predisporre gli atti conseguenti ad un nuovo bando che tenga conto della normativa regionale in tema di smaltimento rifiuti in fase di approvazione e soprattutto delle nuove disposizioni contenute nel Decreto legislativo 50/2016 relativo al nuovo codice degli appalti relativamente ai criteri di assegnazione del bando di gara».

Richiesta di spiegazioni. Adesso la casa municipale dovrà valutare se portare, insomma, a conclusione la procedura in atto o se indire «una nuova pubblicazione – come richiede “ProgettiAmo Taormina” – conformemente al nuovo codice degli appalti attualmente in vigore». «Il bando – ha aggiunto sempre il presidente della Quarta Commissione consiliare, Caltabiano – presenta una serie significativa di anomalie e quindi riteniamo sia doverosa, in termini di autotutela, la sospensione dell’iter in atto da parte del responsabile del procedimento».

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