Taormina, Ospedale San Vincenzo
Taormina, Ospedale San Vincenzo

La deputata Mariella Gullo, componente della Commissione Affari Sociali, ha effettuato nelle scorse ore un sopralluogo all’Ospedale Sirina di Taormina per accertare le problematiche in atto inerenti il rischio di chiusura del Reparto di Cardiochirurgia Pediatrica, attivato nel 2008 grazie ad una convenzione con il Bambino Gesù di Roma.

Disagi e paure dei genitori dei pazienti. La deputata siciliana ha incontrato il personale medico e paramedico e i familiari dei piccoli pazienti in cura, i quali hanno rappresentato il proprio disagio rispetto all’ipotesi di un trasferimento a Palermo del reparto. «Adesso la questione è chiara ed è solo politica – ha detto – perché si vuole trasferire a Palermo un’eccellenza che serve tutta la Sicilia. Quello dei costi è solo un pretesto sul quale si sta giocando una brutta partita politica sulla salute dei cittadini. E questo non lo permetterò a nessuno. Il personale è professionalizzato e la struttura può andare avanti anche da sola, o se si desidera mantenere la convenzione con il Bambino Gesù la si ritocchi al ribasso, secondo le indicazioni del manager dell’Asp, dott. Gaetano Sirna. Non c’è tempo da perdere perché a breve scade la convenzione. Quello del personale è un falso problema, perché nella peggiore delle ipotesi dovesse chiudere il Reparto, il personale rimarrà in carico all’Asp di Messina, considerati anche i contratti a tempo determinato». Una dichiarazione, insomma, senza mezze parole che porterà la deputata forzista a porre adesso la questione in Commissione Affari Sociali e successivamente all’attenzione del Ministro Beatrice Lorenzin.

La politica a discapito dei cittadini. «A Taormina la struttura funziona molto bene e ha dato risposte significative e concrete all’utenza. Eppure – continua Gullo – la politica pensa di smontare quel centro come fosse un qualcosa “con le rotelle”, da portare in giro senza prevederne le conseguenze per l’utenza ed anche di carattere economico. Un eventuale spostamento a Palermo determinerebbe uno spreco di risorse laddove si parla sempre di razionalizzare la spesa della sanità in Sicilia e nel resto d’Italia. Gli 11 milioni e mezzo spesi per le attrezzature e le strutture oggi ubicate all’ospedale di Taormina, in caso di spostamento a Palermo andrebbero “in fumo” e si renderebbe necessario, per forza di cose, andare ad investire ulteriori risorse. Ed è già pronta da tempo la nuova convenzione che regolamenterà le attività del Centro che prevede rimodulazione dei costi del 65%, senza dimenticare che a Palermo non ci sono strutture pubbliche in questo momento in grado di accogliere la Cardiochirurgia Pediatrica. Va anche evidenziato che il presidio ospedaliero di Taormina può vantare attualmente una mobilità attiva pari a circa 18 milioni di euro e ha, dunque, dei numeri in termini di prestazioni erogate che fanno invidia a tanti altri ospedali. Appare del tutto evidente che non si tratta di numeri da “ospedale di periferia”».

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