Taormina Cibo nostrum oltre 100 chef protagonisti

Oltre 100 chef in arrivo a Taormina per cucinare in Corso Umberto nel corso di un appuntamento speciale. Il tutto avverrà nell’ambito di Cibo Nostrum, la festa della gastronomia d’eccellenza che si svolgerà tra Taormina e Zafferana Etnea dal 22 al 24 maggio. L’evento si svilupperà tra domenica 22, lunedì 23 e martedì 24 maggio.

Chef italiani. «Era questa la prima, grande novità che volevamo apportare alla manifestazione – dichiara Seby Sorbello, presidente dei Cuochi Etnei e di Fic Promotion, ideatore e creatore di Cibo Nostrum – cioè riuscire ad abbracciare, non solo idealmente, due angoli di Sicilia così suggestivi come Zafferana e Taormina e poter coinvolgere centinaia di amici e colleghi cuochi provenienti da gran parte delle regioni d’Italia».

Appuntamento catanese. Il cuore dell’Etna, Zafferana, sarà dunque il teatro della prima giornata, domenica 22 maggio, quando a partire dalle ore 16 ci sarà l’arrivo e la registrazione dei partecipanti all’Esperia Palace Hotel, il “quartier generale” di Cibo Nostrum, mentre a seguire, alle ore 18.00, nel centro storico della cittadina etnea ci sarà l’aperitivo di benvenuto con tutti i cuochi in divisa. Sarà il primo, importante biglietto da visita che richiamerà la leggendaria accoglienza siciliana nei confronti degli ospiti. Alle ore 20.00, nuovamente negli eleganti locali dell’Esperia, si svolgerà invece la cena a cura del gruppo di Chef “Tutti con la Coppola”, Sicilian Chefs & Friends, guidati da Simone Strano, Chef “sicilianissimo” di Palazzo Montemartini a Roma.

La tappa taorminese. La seconda giornata, lunedì 23 maggio, sarà protagonista Taormina, dove avrà inizio questo secondo, intenso appuntamento con la manifestazione. Dalle ore 11.00 alle ore 13.00 infatti si svolgeranno i laboratori gastronomici, dedicati quest’anno al pesce azzurro, al suo utilizzo nella cucina italiana e alla sua valorizzazione dal punto di vista commerciale. Denominata inizialmente “Chef in piazza”, poi giustamente identificata come “Taormina Cooking Fest – Omaggio ad Aurelio Buciuni”, la giornata di lunedì 23 abbraccerà calorosamente la città turistica, dove lungo il corso principale si esibiranno dal vivo oltre 100 chef, provenienti da tutto il panorama nazionale, con ciascuno di essi che proporrà l’alta cucina del proprio territorio. L’evento preannuncia già una grande partecipazione di pubblico, oltre che di protagonisti: chef, ristoratori, sommelier, professionisti di sala, giornalisti, operatori dell’agroalimentare, tutti garanzia di altissima qualità, eleganza, buon gusto e tanto divertimento. Il ricavato dell’appuntamento taorminese andrà devoluto in beneficenza. Il destinatario della donazione, infatti, è la Fondazione Limpe-Dismov Onlus che lo utilizzerà per finanziare la ricerca sulla Malattia di Parkinson in Italia.Questo farà ancora più onore ai tanti cuochi, che si spenderanno in prima persona per dare vita a questo evento.

Il programma. Alle ore 17.00 è previsto il rientro da Taormina alla volta di Zafferana dove, sempre all’Esperia Palace Hotel, si svolgerà la cena “Nic in Tour”, durante la quale la Nazionale Italiana Cuochi presenterà il menu delle Olimpiadi di Erfurt, in Germania. Alle ore 21,30, invece, nei suggestivi giardini del Naxos Beach Atahotel a Giardini Naxos avrà inizio “La Festa degli Chef”, riservata ai cuochi ed ai collaboratori di Taormina Cooking Fest, con l’esibizione musicale del gruppo “Vulkanica”.

Gran finale. Martedì 24 maggio, infine, giornata conclusiva dell’evento, a partire dalle ore 10.00 si svolgerà all’Esperia di Zafferana un aggiornamento a chilometro zero con il maestro Fabio Tacchella, riservato ai soci della Federazione Italiana Cuochi. Alle ore 13.00 il pranzo sul tema: “I Sentieri dell’Etna” darà un grande, caloroso “arrivederci” a tutti i partecipanti alla prossima edizione 2017 di Cibo Nostrum. Presentato dai giornalisti e gastrosofi Alex Revelli Sorini e Susanna Cutini, l’evento vedrà la partecipazione di grandi firme del giornalismo enogastronomico italiano, a cominciare da Marco Mangiarotti, già vicedirettore e critico de Il Giorno, Luigi Cremona, critico gastronomico di Touring Club Italiano, Gioacchino Bonsignore, direttore di Tg5 Gusto di Canale 5, Alberto Lupini e Clara Mennella, rispettivamente direttore e vicedirettore di Italia a Tavola, Corrado Gentile, di Rds, Fabrizio Barbagli, direttore de I Grandi Vini, Piero Rotolo, direttore di EgNews Olio, Vino e Peperoncino, Roberta Capanni, de La Nazione, Sandra Longinotti, de La Repubblica, Barbara Giglioli, de Il Fatto Quotidiano, Elisabetta Canoro, di Panorama Tv, Fabrizio Carrera, direttore di Cronache di Gusto. Sono numerosi anche i giornalisti che continuano ad accreditarsi alla manifestazione ed i partner che stanno entrando in questo grande gioco di squadra. Cibo Nostrum, infine, avrà anche una “sua” voce, quella radiofonica di Radio Catania con “Soul Salad”, programma condotto da Francesco Seminara, e quella di Radio Show Italia con Paola Galisai, ormai da anni partner di Federazione Italiana Cuochi.

La Sicilia raccontata attraverso il cibo. Lo stesso presidente nazionale Fic, Rocco Pozzulo, ha annunciato la propria partecipazione all’evento, al quale arriverà anche il sottosegretario alle Politiche agricole, On. Giuseppe Castiglione, che ha già annunciato il patrocinio concesso alla manifestazione dal Ministero. Tra gli organizzatori di Cibo Nostrum anche lo chef taorminese Pietro D’Agostino, del ristorante “La Capinera” a Taormina, rappresentante di Chic Chef: «Creatività e innovazione, memoria e territorio: sono questi gli ingredienti principali che vogliamo valorizzare, – dice Pietro D’Agostino – un approccio che trova riflesso nei menu creati nel rispetto delle stagioni della terra, nella proposta e rielaborazione dei piatti tradizionali, nell‘utilizzo di ingredienti tipici, dagli ortaggi provenienti da colture locali al nostro pesce azzurro, il vero re del Mediterraneo. La Sicilia che raccontiamo nei piatti – prosegue D’Agostino – è la terra che tante popolazioni hanno vissuto e dominato: siamo il cuore del Mediterraneo che, in questo senso, è la sintesi di una tradizione, stratificazione di tante culture anche in cucina. Dai greci ai romani, passando per gli arabi, gli spagnoli, i francesi, ognuno di loro ha lasciato qualcosa di sé, che poi si è inevitabilmente innestato con il vecchio e con il nuovo diventando a sua volta unico e irripetibile».

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