Il sindaco Giardina, il vicesindaco D'Agostino e l'assessore Cilona con la delegazione sindacale
Il sindaco Giardina, il vicesindaco D'Agostino e l'assessore Cilona con la delegazione sindacale

Protesta dei lavoratori del turismo a Palazzo dei Giurati. Un gruppo di lavoratori, nell’ambito di un sit-in organizzato dalla Fisascat Cisl, si sono dati appuntamento nella mattinata di venerdì davanti al palazzo comunale per manifestare contro la precarietà della situazione che caratterizza al momento diversi impiegati nel settore.

I disagi e le richieste. La protesta ha riguardato la problematica dei contratti, la Naspi, la destagionalizzazione ed inoltre è stato lamentato «al momento il mancato avvio del 30% dei lavoratori, rispetto allo scorso anno, nelle strutture ricettive». Erano presenti, nell’occasione, il segretario regionale aggiunto della Fisascat Sicilia, Pancrazio Di Leo, il segretario aggiunto per la Provincia di Messina, Salvatore D’Agostino e Mario Ianniello, consigliere provinciale della Fisascat-Cisl. “Più lavoro, meno sussidi, più dignità”, “destagionalizzazione, vogliamo il lavoro, non elemosine ma dignità” sono alcuni degli emblematici slogan riportati nei cartelloni esposti a Palazzo dei Giurati dai lavoratori. Tra le problematiche di cui si è parlato anche quella del “Grand Hotel S.Pietro” che in questa stagione rimarrà chiusa per lavori di ristrutturazione.

Incontro con le istituzioni. I lavoratori, dopo aver manifestato al piano terra del Comune, proprio all’ingresso di Palazzo dei Giurati, si sono poi recati in aula consiliare dove hanno incontrato i rappresentanti dell’Amministrazione comunale, il sindaco Eligio Giardina, il vicesindaco Mario D’Agostino e l’assessore al Turismo, Salvo Cilona. E’ stato sollecitato, in tal senso, un incontro che potrebbe presto avere luogo tra i vari rappresentanti del settore turistico, per fare il punto della situazione. Alcuni lavoratori ad oggi non trovano collocazione, altri sono in attesa di essere assunti per la stagione, ed in generale molti soprattutto temono i riflessi della normativa nazionale Naspi, che mette a rischio il diritto a poter ottenere l’indennità di disoccupazione a seconda di quella che sarà la durata dei contratti.

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