Taormina, Ospedale San Vincenzo
Taormina, Ospedale San Vincenzo

Si riaccendono i riflettori sul Centro di Cardiochirurgia pediatrica Mediterraneo-Bambino Gesù di Taormina. Due mesi dopo la paventata chiusura innescata da una nota del movimento cinque stelle, il senatore Vincenzo Gibiino sollecita l’intervento dell’Assessorato regionale alla Sanità. «Basta ai viaggi della speranza a Roma – scrive Gibiino in una nota – la Sicilia deve essere dotata di tutte le apparecchiature necessarie, ben funzionanti, e di standard al massimo livello».

Le criticità del cardiochirurgia di Taormina. Il senatore, Vincenzo Gibiino, vicepresidente della commissione bicamerale per il Federalismo Fiscale e membro del comitato di Presidenza di Forza Italia, torna a parlare di numeri, che non sono quelli degli sprechi della sanità, ma dei bambini cardiopatici in attesa di controlli e delle famiglie costrette ad intraprendere lunghi e costosi viaggi: «Ben 250 bambini siciliani affetti da cardiopatie – sottolinea Gibiino – sono in attesa di essere sottoposti a controlli con risonanza magnetica che il centro di riferimento sull’isola, l’Ospedale Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo di Taormina, convenzionato con la Regione, non riesce ad effettuare autonomamente». Sotto accusa la carenza di apparecchiature. «I piccoli pazienti e le loro famiglie – continua il senatore – devono quindi mettersi in viaggio per Roma, per fare la risonanza al Bambin Gesù. Una situazione inaccettabile, che obbliga centinaia di famiglie ad intraprendere lunghi e costosi viaggi, della quale Forza Italia si occupa da tempo».

L’impasse della politica. «Con due interrogazioni parlamentari – spiega Gibiino – una da me presentata in Senato, l’altra dall’onorevole Vincenzo Figuccia all’Ars, abbiamo chiesto al ministero e alla Regione di affrontare e sciogliere il nodo». Il trasferimento della cardiochirurgia pediatrica dal San Vincenzo di Taormina all’Ismett di Palermo era stato visto come la cura necessaria per contrastare la migrazione sanitaria. All’inizio di marzo il deputato cinque stelle all’Ars, Giorgio Ciaccio,aveva inviato una nota all’assessorato regionale elencando i vantaggi che ne deriverebbero dal trasferimento anche in termini economici. La nota, poi diventata interrogazione alla Camera, è stata condivisa anche dal Pd di Palermo e dal presidente della Commissione sanità all’Ars, Pippo Digiacomo. La decisione finale spetta alla Regione che dovrà scegliere, come stabilito dal ministro alla Salute Beatrice Lorenzin, una struttura in grado di assicurare la massima assistenza dei pazienti riducendo i costi di gestione.«Nelle scorse ore, dopo lunghissimi mesi di letargo, anche il presidente Crocetta è intervenuto sull’argomento – prosegue Gibiino – peccato però che il governatore ne faccia solo una questione di soldi, mettendo in contrapposizione Taormina e Palermo, e non di qualità del servizio, considerando per di più la delicatezza del tema. Diciamo basta a questi atteggiamenti di Palazzo d’Orleans, la cardiochirurgia pediatrica siciliana deve essere dotata di tutte le apparecchiature necessarie e funzionanti. La Sicilia dimostra ancora una volta – conclude il senatore – di essere lontana anni luce dal federalismo fiscale, dai costi e da una approfondita analisi dei fabbisogni standard».

© Riproduzione Riservata

Commenti