On. Nello Musumeci, presidente della Commissione Antimafia dell'Ars
On. Nello Musumeci, presidente della Commissione Antimafia dell'Ars

«Il braccio di ferro in atto su Taormina Arte non porta da nessuna parte. Serve una soluzione condivisa, certamente non ci può essere una decisione calata o imposta dall’alto». Il monito arriva dall’onorevole Nello Musumeci, Presidente della Commissione regionale Antimafia, che sta seguendo con attenzione la situazione a dir poco caotica di Taormina Arte e lo scontro politico in atto tra Taormina e Palermo sulla possibile trasformazione del Comitato in Fondazione.

Patrimonio del popolo siciliano. «Taormina Arte – spiega Musumeci – non appartiene né al Comune né alla Regione Siciliana: è patrimonio del popolo siciliano e di chi crede nella positiva ricaduta della cultura sul territorio. Certamente una riflessione per uscire da questa situazione di impasse va fatta. Se ci si trova in questa condizione è perché da un lato in passato la gestione di questo Ente non è stata oculata e dall’altro perché chi doveva vigilare sulla qualità della gestione stessa evidentemente non lo ha fatto. Bisogna arrivare ad una soluzione che non sia calata dall’alto ma che sia, invece, quanto più possibile condivisa dalle istituzioni locali e dunque dal territorio».

Nessuna imposizione. La Regione sinora detta la linea, Taormina alza le barricate e non vuole lo statuto “palermocentrico”. Musumeci sottolinea che «non ci può essere nessuna forzatura e nessuna imposizione» e che la via maestra per tentare di approdare ad una svolta deve essere quella di una sintesi tra le varie posizioni, una ricerca di convergenze solide e sostenibili nel percorso politico e procedurale, ma ancora prima nella visione strategica da mettere in campo. L’ex presidente della Provincia di Catania, non nasconde le sue perplessità sulle passate gestioni di Taormina Arte, pone l’accento sulla mancata vigilanza per i bilanci dell’ente culturale, che avrebbe potuto scongiurare il progressivo determinarsi della voragine accumulatasi. Musumeci però in ogni suo passaggio mostra quei toni pacati tipici di chi Taormina l’ha sempre vista e interpretata “in punta di piedi”, non da colonizzatore ma da estimatore sincero. Non è un caso che l’esponente politico nativo di Militello da queste parti si sia guadagnato nel tempo la stima della gente a prescindere dai colori politici, sino addirittura alla proposta di candidarsi a sindaco della Perla dello Jonio che gli fu avanzata nel febbraio 2008 da un comitato di taorminesi.

Il delicato fronte finanziario. Il presidente della Commissione regionale Antimafia si è poi soffermato su uno degli aspetti che sin qui hanno suscitato parecchie perplessità: quello economico. Taormina Arte, come si sa, è alle prese con almeno 5 milioni di euro di debiti, somma che una serie di pignoramenti e decreti ingiuntivi, e relativi interessi e rivalutazioni rischiano di appesantire ulteriormente. E allora, in queste condizioni le forti perplessità palesate dalla politica taorminese riguardano la capacità che avrebbe la Regione Siciliana di accollarsi gli oneri del debito, di approntare un piano finanziario pluriennale e predisporre un business plan per la struttura in una fase in cui il bilancio palermitano versa in una condizione di “profondo rosso”. Il trasferimento dei debiti che a Palermo dicono di voler porre in essere è un iter concretamente realizzabile per le casse di una Regione che nel 2015 ha toccato quota 7 miliardi, 525 milioni di deficit? O ha ragione chi pensa a Taormina che sia piuttosto uno “spot” per accelerare sulla Fondazione e prendere il timone della costituenda società? «La copertura dei debiti di Taormina Arte nel contesto dell’attuale bilancio regionale – afferma l’on. Musumeci – a mio avviso non è un fatto credibile. Tuttavia, ribadisco che va trovata una soluzione che riesca a dare autonomia a Taormina Arte e che riesca a porla sullo stesso piano di tutte le realtà culturali sinora sostenute dalla Regione».

Lo scontro istituzionale continua? Musumeci auspica “chiarezza” e del caso Taormina Arte, intanto, si tornerà adesso a parlare con molta probabilità già nella imminente seduta di Consiglio comunale del 5 maggio. E non è difficile immaginare che in aula arriverà una pronta risposta dei consiglieri alle recenti dichiarazioni dell’assessore al Turismo, Anthony Barbagallo («la Fondazione va avanti», «il voto del Consiglio di fatto mette Taormina fuori dalla Fondazione», «non mi piego al localismo miope e autoreferenziale», «non accetto che interessi particolari e particolarissimi possano compromettere un percorso…») che hanno scatenato un polverone a Taormina e hanno creato una frattura tra il Civico consesso e la Regione.

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