Enzo Bianco, Matteo Renzi ed Eligio Giardina
Enzo Bianco, Matteo Renzi ed Eligio Giardina

Renzi battezza il “Patto per la Sicilia” e dà l’ok al G7 a Taormina. Il viaggio in terra siciliana del primo ministro va in archivio con la parata presidenziale a Palermo e poi a Catania ma anche e soprattutto con il tacito placet definitivo sussurrato al sindaco della Perla dello Jonio, Eligio Giardina, che sancisce l’avvenuta scelta di Taormina come sede del vertice dei grandi del 2017.

Focus sul meridione. «La prossima settimana firmeremo il patto per la Sicilia», ha detto Matteo Renzi nella giornata in cui ha presenziato all’inaugurazione della campata del viadotto Himera, che prova a restituire la dignità perduta all’autostrada Palermo-Catania da tempo paralizzata a seguito di una frana. La campata inaugurata è quella risparmiata proprio dalla frana che ha devastato invece la tratta parallela, attualmente in fase di ricostruzione.
«Mi chiedono cosa ci faccia il premier alla riapertura di una carreggiata? Io rispondo che Vogliamo lanciare un segnale: noi vogliamo puntare sulla manutenzione. Investiremo 180 milioni su questo». «Prendiamo l’impegno: mai più scandali Come quelli a cui abbiamo assistito, mai più viadotti che crollano, non ci sono i cittadini di serie A al nord e di serie B al sud, c’è l’Italia tutta intera», ha detto il premier davanti alle telecamere, prima di riaprire il viadotto sull’A19.

Finalmente ci si ricorda del Sud. Renzi ha poi raggiunto nel primo pomeriggio Catania, dove al Teatro Massimo Bellini ha firmato con il sindaco del capoluogo etneo Enzo Bianco il Patto per Catania. Qualche spot elettorale – «Catania è la Milano del Sud» -, un po’ di campagna elettorale «Si sono sprecati fondi europei, risorse dei nostri cittadini. Con noi questo non avviene. La parola orgoglio deve tornare ad occupare il dizionario della politica» – e tra una stretta di mano e l’altra ecco l’incontro col sindaco di Taormina.

L’incontro con il sindaco. Renzi e Giardina si sono visti, si sono parlati e a quanto pare è arrivata la conferma da parte del premier che il prossimo G7 si terrà in Sicilia, a Taormina, con la richiesta – anzi con religiosa preghiera – dello stesso Renzi a Giardina di non rilasciare al momento nessuna dichiarazione sul tema anche alla luce dei trambusti politici che stanno accompagnando questa scelta del Governo. Non è un mistero che la Sardegna e La Maddalena abbiano alzato un polverone, ritenendo si sia consumato “uno scippo”. Ecco perché Renzi avrebbe chiesto a Giardina di non dare ancora comunicazione sul G7, in attesa di far decantare le polemiche e gli scontri interni anche al Partito Democratico. La candidatura di Lampedusa è decaduta ma il Premier vuole far svolgere il G7 in Sicilia, a Taormina, anche per dare un segnale in riferimento alle drammatiche vicende dei migranti che continuano a sbarcare senza sosta nell’isola.

Quasi ufficiale. «Ho avuto modo di colloquiare col presidente Renzi, per adesso tuttavia non posso comunicare niente. Il G7? No comment, non rilascio nessuna dichiarazione. Ci sarà tempo e modo di parlare», così Giardina ha risposto sull’esito del faccia a faccia col Premier. Un silenzio che, tra “il non confermo e non smentisco”, sa tanto di conferma sulla previsione dell’evento politico internazionale a Taormina. Ma per il momento ci sarà ancora da pazientare, sia per i citati fatti politici sia perché dovranno prima essere effettuati i sopralluoghi e una ricognizione logistica complessiva sul territorio da parte dell’entourage della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il G7, a meno di colpi di scena dell’ultima ora, anzi dell’ultimo istante, si farà a Taormina e sono già stati individuati due alberghi di lusso che si contendono il ruolo di sede del vertice.

Logistica e sicurezza. Giardina avrebbe rassicurato Renzi sul piano di sicurezza preventivabile per blindare la capitale del turismo siciliano nei 2-3 giorni di lavori della conferenza internazionale. Taormina, d’altronde, negli anni scorsi ha già ospitato in maniera impeccabile un vertice della Nato. Il G7 a Taormina potrebbe tenersi, per l’esattezza, a giugno del prossimo anno, con delle possibili varianti in extremis individuali per motivi istituzionali nel mese di maggio o a luglio. Il G7 rappresenta oltre il 63% della ricchezza netta mondiale detenuta secondo il Credit Suisse Global Wealth Report. L’appuntamento (che al momento non vede rappresentanti della Russia a causa del suo peso finanziario trascurabile) continua a riunirsi nella forma dei vertici che i ministri delle finanze dei sette paesi tengono più volte nel corso dell’anno per discutere di politica economica. A Taormina potrebbero arrivare il prossimo anno i massimi rappresentanti politici di Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito e Canada, insieme ovviamente all’Italia.

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