E’ imminente la firma del protocollo d’intesa tra il Parco dell’Etna ed il costituendo Sito Unesco Taormina-Naxos-Valle d’Alcantara e d’Agrò per la candidatura condivisa a prima “Riserva della Biosfera” siciliana nell’ambito del programma MaB (Man and the Biosphere). Verrà sottoscritto già nei prossimi giorni, quasi certamente entro la prima decade di maggio, il patto programmatico tra l’ente etneo ed il sodalizio che unisce i vari Comuni dell’hinterland – con Taormina capofila – che da tempo sono già impegnati per il riconoscimento del territorio di Taormina nel Patrimonio mondiale dell’Umanità dell’Unesco.

Sognando il riconoscimento Unesco. L’obiettivo principale sul quale si stanno concentrando gli sforzi è finalizzato proprio al riconoscimento della “Perla” tra i siti Unesco, ma in quest’ottica un passaggio propedeutico al traguardo prioritario sarà quello della “Riserva della Biosfera”. E in tal senso l’incontro dei prossimi giorni sarà già fondamentale non soltanto per la definizione del protocollo d’intesa col Parco dell’Etna ma anche perché nell’occasione avrà luogo una videoconferenza col Ministero dell’Ambiente. Il vertice di inizio maggio (la cui data esatta verrà fissata nelle prossime ore) vedrà la presenza di Marisa Mazzaglia, presidente del Parco dell’Etna, Agata Puglisi direttore del Parco Etna, il sindaco di Taormina, Eligio Giardina, il vicesindaco di Taormina Mario D’Agostino, il presidente del Club Unesco di Taormina, Rino Toscano (vicepresidente della Federazione Italiana Club Unesco), il prof. Domenico Nicoletti (esperto del sindaco nella cura del progetto per la candidatura di Taormina al riconoscimento Unesco) ed ovviamente il coordinamento Comitato d’onore della candidatura Unesco guidato da Salvo Brocato, Salvatore Pennisi e Santo Torrisi. Il programma Mab è stato avviato dall’Unesco nel lontano 1970 e nel corso degli anni ha portato al riconoscimento delle Riserve della Biosfera, «aree marine che gli Stati membri si impegnano a gestire nell’ottica della conservazione delle risorse e dello sviluppo sostenibile».

Conservazione delle risorse e sviluppo sostenibile. «Le Riserve della Biosfera – afferma Salvo Brocato – sono state istituite allo scopo di migliorare il rapporto tra uomo e ambiente e ridurre la perdita di biodiversità attraverso programmi di ricerca e capacity-building. Il programma ha portato al riconoscimento, da parte dell’Unesco, delle cosiddette Riserve della Biosfera, aree marine e/o terrestri che gli Stati membri s’impegnano a gestire nell’ottica della conservazione delle risorse e dello sviluppo sostenibile, nel pieno coinvolgimento delle comunità locali. Le Riserve Biosfera sono aree comprendenti ecosistemi terrestri, marini/costieri, o una combinazione degli stessi, riconosciute a livello internazionale nella struttura del Programma MaB dell’Unesco. In tale contesto, il fattore umano gioca un ruolo sempre più preponderante in relazione ai servizi eco-sistemici, a cui si attribuisce valore essenziale. Noi ci stiamo muovendo in questa direzione ed in particolare la dott.ssa Mazzaglia sta portando avanti con grande impegno questo percorso che abbiamo intrapreso in piena sinergia e nella consapevolezza che unire le forze è la via maestra per far esitare in maniera positiva la candidatura tra i siti Unesco».

Equilibrio tra comunità ed ecosistemi. «L’Unesco – spiega il vicesindaco D’Agostino – ha promosso la creazione di un Network mondiale delle Riserve della Biosfera al fine di promuovere su scala internazionale lo scambio di studi, ricerche, strumenti di monitoraggio, percorsi educativi, formativi e partecipativi realizzati all’interno delle Riserve stesse. Noi vogliamo entrare adesso in questo circuito di assoluto rilievo e si tratterebbe di un risultato molto importante per puntare poi con ancor più determinazione all’obiettivo primario del riconoscimento di Taormina tra i siti Unesco. Finalità della proclamazione delle Riserve della Biosfera è promuovere e dimostrare una relazione equilibrata fra la comunità umana e gli ecosistemi, creare siti privilegiati per la ricerca, la formazione e l’educazione ambientale, oltre che poli di sperimentazione di politiche mirate di sviluppo e pianificazione territoriale».

Il pensiero del presidente. «Ogni Riserva Biosfera – dichiara Rino Toscano – ha lo scopo, in sostanza, di soddisfare tre funzioni complementari: una funzione di conservazione volta alla conservazione dei paesaggi, degli habitat, degli ecosistemi, così come delle specie e della diversità genetica; una funzione di sviluppo, per favorire lo sviluppo economico e umano e generare sostenibilità ambientale e socio-culturale nel lungo periodo; è importante inoltre per rafforzare il senso collettivo di comprensione dello sviluppo sostenibile, e per assicurare sostegno alla ricerca, monitoraggio e formazione a livello locale, oltre i confini stessi della riserva ed attraverso uno scambio globale di buone pratiche ambientali e culturali».

Gli enti coinvolti. Tra le forze in campo nell’iniziativa che vede Taormina in sinergia col Parco dell’Etna ci sono: Parco Nebrodi, Alcantara, Riserva Fiumefreddo, Simeto, Cutgana (ente gestore della Riserva di Isola Bella), con Taormina appunto Comune capofila di un iter che mira a coinvolgere i centri abitati già uniti nel progetto di Candidatura Unesco. Il tutto dovrà essere supportato dal Ministero dell’Ambiente e la videoconferenza dei prossimi giorni si prefigge di dare ulteriore slancio al percorso intrapreso. Al tavolo operativo avviato con il Parco dell’Etna Taormina, sono presenti con la Perla dello Jonio i seguenti Comuni: ovvero Antillo, Calatabiano, Casalvecchio, Castelmola, Castiglione di Sicilia, Francavilla di Sicilia, Forza D’Agrò, Gaggi, Gallodoro, Giardini Naxos, Letojanni, Graniti, Limina, Malvagna, Mojo Alcantara, Mongiuffi Melia, Motta Camastra, Randazzo, Roccafiorita, Roccella Valdemone, S. Alessio Siculo, S. Teresa di Riva e Savoca.

Le riserve della biosfera. Si tratta di aree di ecosistemi terrestri, costieri e marini in cui, attraverso un’appropriata gestione del territorio, si associa la conservazione dell’ecosistema e la sua biodiversità con l’utilizzo sostenibile delle risorse naturali a beneficio delle comunità locali: ciò comprende attività di ricerca, controllo, educazione e formazione. Tutte queste attività realizzano l’Agenda 21, la Convenzione sulla Diversità Biologica ed altri accordi internazionali. Tutte le aree hanno differenti funzioni. La distribuzione degli spazi prevede la presenza di un nucleo, di un’area di separazione e di un’area esterna di passaggio: il limite esterno è sempre flessibile. La rete mondiale di riserve della biosfera comprende 621 riserve distribuite in oltre 100 Stati dei cinque continenti. Taormina punta ad entrare in un ristretto elenco delle “Riserve della Biosfera” che in Italia comprende: Valle del Ticino (Lombardia/Piemonte) riconosciuta nel 2002, Monviso (Piemonte) 2013, Miramare (Friuli Venezia Giulia) 1979, Selva Pisana (Toscana) 2004, Arcipelago Toscano (Toscana) 2003, Circeo (Lazio) 1977, Collemeluccio-Montedimezzo (Molise) 1977, Cilento e Vallo di Diano (Campania) 1997, Somma-Vesuvio e Miglio d’Oro (Campania) 1997, Parco Nazionale della Sila (Calabria) 2014, Parco del delta del Po (Emilia Romagna – Veneto) 2015, Appennino Tosco-Emiliano (Toscana – Emilia) 2015, Alpi Ledrensi e Judicaria (Trentino-Alto Adige) 2015.

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