Casa Cuseni, Presentazione
Casa Cuseni, Presentazione "I Viaggi di Sigmund Freud in Sicilia"

Casa Cuseni continua ad ospitare personalità di grande levatura e lo fa attraverso i libri. L’ultimo ad aver varcato la soglia della residenza di Taormina è stato Sigmund Freud grazie a Rosalba Galvagno che in “I Viaggi di Freud in Sicilia e in Magna Grecia” analizza la vacanza che il padre della psicanalisi ha fatto in Italia nel settembre del 1910 insieme al suo allievo-compagno Sàndor Ferenczi. Segesta, Girgenti, Siracusa, Palermo, sono solo alcuni dei luoghi della Sicilia che Sigmund Freud ha visitato e che la prof.ssa Galvagno, che insegna Teoria della letteratura all’Università di Catania, riporta nel suo volume, un saggio interpretativo costruito sulla corrispondenza tra Freud e i suoi familiari e amici, lettere oggi conservate a Washington, alla Congress Library.

Non solo una vacanza, ma un viaggio alla ricerca di qualcosa, in cui si snodano le complesse relazioni tra l’allievo e il maestro, ancora più intriganti se pensiamo che sulla via del ritorno, il 24 settembre, Freud così scrive a Carl Gustav Jung del suo giovane compagno di viaggio: «Si è comportato in modo troppo passivo e ricettivo, lasciandosi fare tutto come una donna, e la mia omosessualità non arriva al punto di accettarlo in questo senso. Durante questi viaggi il desiderio di una donna vera aumenta molto…». La Sicilia rappresenta quindi rivelazione – la Sicilia seppur “stupenda” non riesce però ad accontentare le voglie edonistiche dei due compagni di viaggio, afflitti probabilmente anche da una persistente difficoltà relazionale – e anche fonte di ispirazione, è infatti nell’Isola che prende forma il “saggio sulla paranoia”.

Come dimostra la prof.ssa Galvagno, molte citazioni del viaggio resteranno impresse in alcune delle opere più famose di Freud. Nell’edizione del 1912 della Psicopatologia della vita quotidiana viene riportato un lungo scambio di battute, in cui, i due compagni di viaggio cercano di ricordare il nome della città prossima a Selinunte. Dopo un confronto è il giovane a indovinare l’ esatta indicazione di Castelvetrano. L’ anziano Freud, egli stesso spiega il rifiuto del ricordo con la connessione tra Vetrano e veterano, un’amnesia che nasconde in realtà il rifiuto inconscio dell’ età anziana, mentre il nome di Caltanissetta viene immediatamente ricordato in quanto associato al vezzeggiativo di una giovane donna. In una nota aggiunta all’edizione del 1911 dell’ Interpretazione dei sogni Sigmund Freud fa invece riferimento al viaggio siciliano per indicarlo quale origine di una elaborata attività onirica collegata al ricordo della statua di Archimede vista ad Ortigia, scultura nella quale lo scienziato siracusano viene raffigurato nell’atto di maneggiare lo specchio ustorio con l’ intento di colpire gli assedianti romani.

L’incontro su Freud a Casa Cuseni, straordinariamente animato dalla scrittrice Marinella Fiume e dal direttore artistico di Naxoslegge Fulvia Toscano, è stato reso ancora più interessante e completo dall’intervento del prof. Luigi Baldari, psichiatra e psicoanalista, che ha spiegato le ragioni inconsce del viaggio di Sigmund Freud in Italia: ricerca di paternità o altrimenti ricerca di maternità? E quanto la conoscenza della nostra isola, con segreti e contraddizioni, ha influenzato ricerche e le terapie dello psicanalista più famoso al mondo?

Un incontro dalle molteplici sfaccettature con sorpresa finale. A conclusione dell’evento, infatti, il direttore della Casam, Francesco Spadaro, ha ringraziato i numerosi partecipanti mostrando alcuni libri ed alcune pagine di antichi giornali che parlavano di Sigmund Freud, collezionate dalla padrona di Casa, Daphne Phelps, psicanalista infantile, allieva ed amica di Kate Friedlander, una psichiatra britannica che si formò alla scuola psicanalitica infantile di Anna Freud.

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