Andrea Raneri e Mario D'agostino
Andrea Raneri e Mario D'agostino

Proseguono le reazioni alla bocciatura di Taormina Arte. Il polverone sollevatosi durante l’ultima seduta consiliare non è destinato a placarsi facilmente, anche perché diverse e tutte pesanti sono le conseguenze che si paventano non solo per il Comitato ma per il futuro della città stessa. Il “no” del civico consesso alla trasformazione in Fondazione ha aperto una crepa profonda che mina le fondamenta di un Comune che già navigava in acque agitate. A Palazzo dei Giurati si è tracciato uno spartiacque tra il prima e il dopo. Se il passato è quello che conosciamo, è difficile invece prevedere che cosa succederà da questo momento in avanti, ma la fase di transizione si prospetta come una delle più difficili che la Città dovrà affrontare.

Speranze congelate. Una preoccupazione condivisa dal vicesindaco Mario D’Agostino e da Andrea Raneri, l’uno vice coordinatore provinciale e l’altro rappresentante del gruppo politico taorminese del Pdr Sicilia Futura. L’esito della votazione alla delibera presentata dal Commissario Pietro Di Miceli ha subito gelato le speranze di un possibile rilancio di Taormina Arte. «Il voto negativo di ieri rischia di cancellare una delle più importanti manifestazioni culturali siciliane – ha dichiarato D’Agostino – se questo dovesse accadere, per Taormina sarà qualcosa di molto simile ad un suicidio “culturale” oltre che turistico, e qualcuno dovrà assumersi le responsabilità per quello che è avvenuto».

Taormina verso il baratro. Se D’Agostino parla di «possibili ripercussioni sociali ed economiche tutte da definire», Raneri considera la bocciatura come il passo falso che potrebbe determinare la caduta del Comune di Taormina verso un profondo baratro. Il coordinatore del Patto dei Democratici per le Riforme di Taormina condanna pesantemente la bocciatura del nuovo statuto di Taormina Arte perché «rappresenta una pietra tombale sulle speranze di rilancio della Fondazione e sopratutto pone a rischio collasso le già asfittiche casse del Comune di Taormina, chiamato a rispondere dell’enorme mole di debiti della Fondazione». Raneri lancia dunque un appello all’assessore regionale al turismo Anthony Barbagallo perché si faccia promotore di «un pronto e risolutivo intervento da parte della Regione per evitare che lo strumento che doveva servire a rilanciare in maniera seria e con criteri manageriali la mission di Taormina Arte diventi un boomerang devastante, i cui esiti, senza adeguate risposte a breve, saranno sotto gli occhi di tutti».

Il futuro della Perla è a rischio. Questa al momento sembra essere l’unica certezza e il timore più grande. Dopo oltre trenta anni in cui ha portato alta la bandiera delle più importanti manifestazioni siciliane, Taormina Arte è alla deriva e nella rovinosa caduta trascina con sé il prestigio e il valore della Città e il suo futuro.

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