Il medico legale ribadisce ufficialmente la tesi del suicidio per il cameraman palermitano Mario Biondo, trovato morto impiccato nella sua abitazione di Madrid a maggio del 2013. Il dott. Paolo Procaccianti, che eseguì l’autopsia dopo la riesumazione del cadavere disposta dalla Procura di Palermo, ha depositato infatti nelle scorse ore la relazione sulle foto del corpo del giovane e della scena del delitto che le autorità giudiziarie iberiche hanno messo a disposizione dei pm siciliani. Secondo l’anatomopatologo, il cadavere non avrebbe segni né di violenza né di pressione: il ragazzo, dunque, si sarebbe stretto da solo la pashmina di seta attorno al collo, dopo averla attaccata alla libreria. Una conclusione che conferma quanto già ipotizzato da Procaccianti dopo l’autopsia.

La famiglia non ci sta. A questa tesi ovviamente non ci sta la famiglia del giovane, che nel 2012 aveva sposato a Taormina la showgirl spagnola Raquel Sanchez SIlva. I genitori di Mario Biondo dissentono dal medico legale ma al tempo stesso si dicono «per niente sorpresi da quanto ha scritto il medico legale in questa sua relazione. Procaccianti non è la procura di Palermo e nemmeno la giustizia Italiana, è solo un medico legale che ha espresso il suo parere» ha scritto Santina Biondo, la madre del defunto cameraman. «Questa è la sua dedizione ora dovrà aspettare le nostre prove», aggiunge il padre, Pippo Biondo. «Non avevamo dubbi – aggiungono i familiari – che il medico legale avrebbe confermato la sua teoria e abbiamo aspettato che la depositasse per presentare alla procura le nostre prove realizzate e documentate dai nostri periti che confermano l’omicidio».

La tesi Bruzzone. Convinta ed anzi certa che arriverà a breve una svolta in grado di dimostrare la tesi omicidiaria e’ la criminologa Roberta Bruzzone, consulente tecnico della famiglia Biondo: «Siamo vicini alla verità ed è difficile non ipotizzare una regia – spiega la criminologa -. Siamo convinti che si tratti di un omicidio e c’è stata un’azione di depistaggio con la presenza di almeno due persone sulla scena del crimine. Riteniamo di avere elementi sufficienti affinché una o più persone vengano inserite nel registro degli indagati. Non possiamo fare nomi ma ci sono condotte inquietanti avvenute nell’immediatezza della morte di Mario e nei giorni successivi. Riteniamo di aver individuato sia l’autore che le modalità. Abbiamo elementi forti, oggettivi e solidi. Questo è un caso da riaprire formalmente anche in Spagna per omicidio. Sul collo della vittima c’è un doppio solco, è ben visibile e plateale, è qualcosa di insuperabile dal punto di vista medico legale e non si può ricondurre a un suicidio. Come può una persona strangolarsi e poi subito dopo impiccarsi alla libreria? E’ un tipo di riscontro che non ha possibilità di esistere. Noi ipotizziamo che l’omicidio possa essere avvenuto in camera da letto e poi inscenato nella libreria».

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