Mentre il Comune di Taormina è impegnato ad evitare l’introduzione del ticket a pagamento per l’accesso alla spiaggia, dalla Regione arriva un’altra mazzata che riguarda, questa volta, le riserve naturali: da sabato 16 aprile queste aree protette sono a rischio chiusura. La causa ancora una volta è la mancanza di risorse economiche. Insomma, la Regione non è più in grado di mantenerle. Il monito del Dipartimento dell’Ambiente non lascia spazio a dubbi: «In bilancio ci sono 859 mila euro che bastano a coprire le spese solo per altri due giorni». E tra queste c’è proprio l’ Isola Bella. Provate a immaginare cosa accadrebbe se da un momento all’altro queste aree non venissero più considerate protette: l’ecosistema sarebbe messo fortemente a rischio e il lavoro di anni sarebbe buttato alle ortiche. Sembra un incubo, ma sta per diventare realtà. Sarà un altro, l’ennesimo, duro colpo al turismo della Città del centauro già duramente provato dalla crisi economica.

Riserva Naturale orientata Isola Bella. Proviamo a concentrarci sul “gioiello” di casa nostra. È un paradiso incontaminato di 10.49 ettari che conserva «elementi naturalistici esclusivi, come la piccola lucertola dalla tipica colorazione rossa del ventre, e numerose essenze floristiche di rilevante interesse scientifico. Tra le specie di uccelli legate all’ambiente marino è da segnalare la presenza del raro Gabbiano corso Larus audouinii, endemismo mediterraneo fortemente localizzato. Si osserva inoltre abitualmente, in periodo autunno-invernale il Beccapesci Sterna sandvicensis e il Martin pescatore Alcedo atthis. Gli ambienti rocciosi, con le imponenti pareti verticali, sono invece l’habitat ideale per il Falco Pellegrino Falco peregrinus. La riserva offre inoltre un ambiente marino di grande varietà con fondali ricchi di pesci legati agli ambienti rocciosi» e poi «di grande bellezza le grotte sommerse, prima fra tutte la Grotta azzurra, con specie tipiche degli ambienti profondi, spesso di grande bellezza e colori accesi». L’ultima novità è la scoperta della specie vegetale aliena Euphorbia hipericifolia, censita per la prima volta in Italia. Varrebbe la pena citare tutte le peculiarità della Riserva istituita nel 1998 e gestita attualmente dal Cutgana, Centro di ricerca dell’Università di Catania. Richiamo per migliaia di visitatori e ricercatori di tutto il mondo, da poco è stata inserita inoltre, dalla stessa Regione, nel calendario di iniziative “Cammini sacri di Sicilia”.

Le altre riserve naturali siciliane inaccessibili da sabato. Sono quelle aree protette in cui si cerca di non alterare l’equilibrio ambientale, conservando il paesaggio originario, per salvaguardare quelle specie animali e vegetali che vivono in un determinato habitat. Grotta Conza, Grotta di Entella, Monte Conca, Grotta dei Puntali, Grotta di Molara, Macalube di Aragona, Isola di Lampedusa, Grotta di Carburangeli, Grotta di Santa Ninfa, Lago Sfondato, Sant’Angelo Muxaro, Isola delle Femmine, Biviere di Gela, Saline di Priolo, Monte Pellegrino, Saline di Trapani e Paceco, Torre Salsa, Capo Rama, Lago Preola e Gorghi Tondi, Complesso Immacolatelle e Micio Conti.

Luoghi meravigliosi, patrimonio naturale dell’Isola. Uno schiaffo al turismo. Crocetta a dicembre si faceva fotografare in costume sulla spiaggia di Marina di Tusa per dimostrare che «la Sicilia è l’isola più bella del mondo, il Pil comincia a crescere e ci sono i primi segni di ripresa»e dopo tre mesi per dare il benvenuto all’estate la Regione annuncia che basta, caput, sono finiti i soldi per difendere quelle località che più delle altre fanno della Sicilia un’Isola bellissima e attraggono visitatori. Uno schiaffo al turismo e un altro a tutti gli operatori per cui si profila il licenziamento. Regione, grazie.

© Riproduzione Riservata

Commenti