Arte, natura, bellezza al centro della lectio magistralis tenuta dal prof. Rodolfo Papa. Nella splendida cornice di Palazzo Duchi di Santo Stefano, sede della Fondazione Mazzullo, l’iconologo di fama internazionale, artista, pittore, scultore, storico e filosofo dell’arte, ha svelato il segreto più intimo e profondo del capolavoro di Leonardo da Vinci custodito al Musée du Louvre di Parigi: la maternità. «Leonardo riesce a utilizzare la natura per creare delle grandissime metafore – spiega Papa alla folta platea intervenuta nelle sede della Fondazione Mazzullo – La caverna ci riporta al grembo, e i due bambini presenti nel dipinto non sono altro che feti, Gesù e San Giovanni Battista nel momento della Visitazione». La lettura del dipinto di Leonardo è stata un’occasione importante per esaltare la bellezza della donna. L’incontro non a caso è stato organizzato da due associazioni che da anni lavorano a fianco delle donne: la Fildis e la Palma Vitae di Castelvetrano.

La bellezza di essere donna. «Il messaggio identificativo della nostra associazione – ci racconta Giusy Agueli presidente di Palma Vitae – è trasmettere alle donne la complessità e insieme la bellezza delle loro risorse e potenzialità. Con la lectio magistralis del professor Rodolfo Papa abbiamo voluto affrontare, insieme all’associazione Fildis, il tema della maternità, uno dei passaggi più belli nella vita delle donne. Capita spesso che la donna non si renda conto del grande risorsa che ha, della capacità di attingere alla possibilità di diventare madri per rinforzarsi. La donna che dona la vita è un tema a noi molto caro che abbiamo trattato più volte e sotto prospettive diverse. A Taormina il prof. Papa, al quale siamo legate ormai da numerose collaborazioni, è riuscito a trasmettere la centralità della figura femminile nella storia e nell’arte sacra su cui poi si è innestata una riflessione sulla maternità come momento edificante dell’essere donna».Foto di gruppo con il Prfo Papa a Taormina

L’attività di Palma Vitae a sostegno delle donne. «L’associazione nasce due anni fa come sportello di ascolto – spiega la presidente Giusy Agueli – le donne che subiscono violenza hanno bisogno di un referente che li aiuti a scegliere il percorso da fare. Quindi abbiamo pensato di attivare una linea telefonica, disponibile 24 ore su 24, per dare alle donne la possibilità di chiedere aiuto. Poi la nostra esperienza maturata sul campo a fianco delle donne in difficoltà ci ha portato a realizzare una serie di iniziative volte promuovere una cultura nuova del femminile. Avvalendoci dell’arte con spettacoli ed eventi musicali vogliamo lanciare un messaggio alle donne: nell’essere donna c’è tanto, dentro di sé le donne hanno strumenti e capacità che se riconosciuti, praticati e applicati possono aiutarla a prendere in mano la propria vita e non subire più condizionamenti da nessuno. Il messaggio diamo alle donne passa non solo attraverso il parlato ma soprattutto attraverso un processo di rispecchiamento delle attività proposte, quindi offrendo loro dei modelli. Come nello spettacolo teatrale “Taddrarite”, in programma al teatro sociale di Ribera il 6 maggio prossimo, nel quale viene affrontata il tema della violenza sulle donne in chiave ironica. Partendo da scene di vita quotidiana vengono messi in evidenza i cliché e le aspettative legate alle donne, facendo sorridere ma allo stesso tempo riflettere».

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