Da Palermo a Trapani e poi Agrigento, Caltanissetta e Catania verso Taormina, per finire a Messina. E’ il percorso compiuto dal giovane Johann Wolfgang von Goethe a conclusione di un viaggio in tutta la penisola italiana che era iniziato il 3 settembre del 1786 da Trento e si era concluso nella città dello Stretto due anni dopo. Un viaggio che ha dato fama mondiale all’Isola, considerata “la chiave di ogni cosa”: «L’Italia senza la Sicilia non lascia immagine alcuna nello spirito», aveva concluso Goethe che aveva viaggiato tra templi antichi e paesaggi spettacolari, rimanendone incantato, incanto che provò anche al Teatro Antico di Taormina, un ricordo fissato nel tempo dalle sue parole: «Mai, forse, un pubblico, in teatro, ebbe davanti a sé simile prospettiva».

“Goethe in Sicilia – L’Isola iniziatica”. E’ il libro dedicato all’itinerario siciliano compiuto dallo scrittore tedesco, presentato sabato 9 aprile alle ore 18 presso il Museo di Casa Cuseni di Taormina. All’incontro, hanno partecipato la scrittrice Marinella Fiume e Alberto Samonà e la stessa Annamaria Corradini, co-autrice del libro, scritto con lo scomparse coniuge, il celebre Bent Parodi.

Goethe turista o viaggiatore?. O attento osservatore di una civiltà, quella siciliana che per tanti aspetti era considerata misteriosa, tra miti e simbologie. Questo è stato il fulcro dell’incontro a Casa Cuseni che, in collaborazione con Naxoslegge, ha voluto raccontare un aspetto poco noto del soggiorno di Goethe in Sicilia, nell’anniversario dei 200 anni dalla pubblicazione di “Viaggio in Italia”. Un incontro arricchito dalla partecipazione di un pubblico attento e numeroso che ha intrattenuto i relatori con sofisticate riflessioni.

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