«Al contrario di quanto avvenne nel 2009, quando il G8 fu scippato ai sardi, il G7 non è mai volato via dalla Sardegna, non fosse altro perché non c’è mai atterrato». Così Gavino Manca, consigliere regionale del Partito Democratico chiede ai colleghi di partito di abbassare i toni nella polemica scatenatasi sulla scelta, che pare prossima all’ufficialità da parte del Governo, di far tenere il G7 del prossimo anno in Sicilia, a Taormina. Proprio sull’attacco alla diretta concorrente Taormina, che si è tradotto anche in una interrogazione parlamentare, Manca prende le distanze e «no a stantie e inutili proteste di stampo rivendicazionista».

Le parole del consigliere. «E’ vero – afferma Manca – che quando ad Olbia il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha affermato che avrebbe posto rimedio ai disastri del G8 mancato alla Maddalena, in Sardegna in tanti ci siamo adoperati con in testa il presidente Pigliaru perché si potesse realizzare il sogno di ospitare nell’isola il nuovo vertice dei grandi. Al momento non c’è una comunicazione ufficiale che indichi nella Sicilia il sito prescelto ma è innegabile che le possibilità di vedere il prossimo G7 alla Maddalena sembrano essersi ridotte, anche per l’emergere di una serie di delicate questioni attinenti la sicurezza. Il tutto non significa però il venir meno dell’impegno assunto pubblicamente dal presidente Renzi per sanare lo scempio rappresentato dalle  strutture realizzate per il G8 abortito del 2009 e poi abbandonate ed in rovina alla Maddalena. Per questo mi sento di condividere il rammarico e la preoccupazione di quanti in queste ore lamentano l’occasione perduta ma prendo le distanze da quanti, invece, strumentalmente e scompostamente riattivano stantie e inutili proteste di stampo  rivendicazionista».

Fondi per opere pubbliche. «A costoro – conclude Manca – ricordo che il governo Renzi, che tanto criticano perché non è pervenuto  sulle decennali questioni aperte in Sardegna, è il medesimo che nell’arco degli ultimi due anni, solo per citarne alcune, ha stanziato solo per opere pubbliche da realizzare in Sardegna, 230 milioni di euro  per le strade; 180 milioni di euro per gli ospedali e 100 milioni per gli interventi post alluvione. Ma soprattutto – sul piano prettamente politico – rammento che la maggioranza che governa in Regione e i democratici della Sardegna, in particolare, considerano il governo Renzi come un governo con cui confrontarsi, anche con toni aspri, quando serve, per meglio cogliere occasioni e opportunità di crescita e sviluppo e non già un’occasione per scaricare fallimenti e frustrazioni tipiche degli opportunismi politici».

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