Acqua torbida a Trappitello, il Comidi chiede al Comune 5 anni di rimborsi per i cittadini

Il Comitato Insieme per i Nostri Diritti è pronto a chiedere un risarcimento danno in favore dei cittadini per il caso “acqua torbida”. Una nota è stata ufficialmente trasmessa nelle scorse ore al Comune di Taormina e al Prefetto di Messina. «Il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Asp di Messina – si legge nella missiva inviata dal presidente del Comitato, Giuseppe Sterrantino – ha trasmesso una tabella riepilogativa contenente i risultati delle analisi dell’acqua prelevata nel pozzo di Santa Filomena della frazione di Trappitello, relativa al periodo 2010-2015, laddove su 11 analisi ben 9 sono state definite “NC” e cioè “Non Conformi” al disposto del decreto legislativo n.31 del 2001. Poiché l’acqua non è conforme al disposto di legge e quindi non è potabile, gli utenti, ovvero i cittadini residenti nella frazione di Trappitello, devono pagare solo il 50% del corrispettivo, come stabilito dalla giurisprudenza in materia, come da sentenza della Sezione Civile del Tribunale di Patti, la n.430 del 12 novembre 2015, e la sentenza del Giudice di Pace di Viterbo, la n. 827 del 16 settembre 2014».

Ente inadempiente. «L’erogazione di acqua non potabile rientra pienamente nella disciplina dell’inesatto adempimento contrattuale, in quanto la prestazione non solo deve essere adempiuta, ma deve essere effettuata anche in modo esatto. L’Ente che eroga il servizio risulta inadempiente all’obbligo contrattuale: l’acqua non conforme al disposto del decreto legislativo n. 31 del 2001, infatti, non può essere bevuta e quindi non potabile. Dunque, oltre a non rendere il servizio promesso, l’ente erogatore potrebbe ledere il diritto alla salute degli utenti. In conseguenza di quanto detto, gli utenti sono stati costretti a dover acquistare costose confezioni di acqua potabile per l’utilizzo quotidiano».

Rimborsi del 50%. «Pertanto – continua la nota – si chiede che i cittadini residenti a Trappitello ottengano il rimborso del 50% di quanto da loro pagato al Comune di Taormina per i consumi idrici, relativamente agli ultimi 5 anni (periodo 2010-15) e l’abbattimento del 50% del corrispettivo idrico per gli utenti cittadini residenti nella frazione, poiché l’acqua non è potabile. I cittadini di Trappitello hanno il diritto al rimborso delle somme da loro corrisposte per l’acquisto di acqua potabile relativamente al periodo 2010-2015 per l’importo di 1500 a famiglia per ognuno dei 5 anni, a titolo di indennizzo, come da sentenza del Giudice di Pace di Viterbo n. 895 del 25 settembre 2013 e la sentenza del Tar del Lazio n.664 del 2012».

Gli ultimi sviluppi. Il “Comidi” punta a dare battaglia sull’irrisolta questione dell’acqua torbida, ed ha inviato al Comune di Taormina e al Prefetto di Messina anche una tabella con una sintesi dei risultati analitici effettuati dall’Asp di Messina negli anni 2010-2011-2012-2013-2014-2015. Proprio mercoledì scorso, come si ricorderà, si è svolto un sopralluogo ai pozzi da parte del Genio Civile e del Movimento Cinque Stelle, avvenuto su richiesta del deputato regionale del M5S Valentina Zafarana. Nelle prossime settimane delle telecamere scandaglieranno i due pozzi di contrada Santa Filomena per accertare se vi sono elementi tali da far capire la fonte di inquinamento della falda acquifera. Il “Comitato Insieme per i Nostri Diritti” intanto vuole un rimborso per i residenti costretti a cinque anni di patimenti e disagi in concomitanza con le piogge e per la conseguente sospensione del servizio verificatasi a più riprese a pochi minuti di distanza dall’inizio dei vari fenomeni temporaleschi.

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