Rosario Calabrese

La cultura classica oggi è in crisi messa in discussione dall’avvento di internet e della nuove tecnologie. In un mondo sempre più globalizzato e interconnesso la cultura classica viene superata dal “sapere pronto all’uso” offerto dal web. «Ma il successo che le tragedie greche e latine hanno a Siracusa – afferma il professor Rosario Calabrese – fanno ben sperare in un cambio di rotta, in un ritorno alla cultura classica». Nell’ambito delle attività culturali organizzate dall’Unitre (Università delle tre età) sezione di Taormina, il mondo classico sarà protagonista, venerdì prossimo alle 17,30 nella sede dell’Archivio Storico, di un incontro dal titolo “Attualità della cultura classica: il punto sulle tragedie di scena a Siracusa”.

La relazione sarà tenuta dal direttore dei corsi di Unitre Rosario Calabrese. «L’incontro vuole dimostrare qualora ce ne fosse bisogno – spiega il professor Rosario Calabrese – l’attualità della cultura classica partendo da un’analisi delle tragedie in scena a Siracusa». Ma oggi più che mai è necessario ribadire l’importanza del passato, della storia e dei valori che rappresentano le nostre radici. «Partiremo dal rapporto tra il teatro e la polis nella società antica per poi analizzare il contesto culturale, sociale e politico delle tre tragedie in scena al teatro greco di Siracusa». Un ritorno al passato per dimostrare che «la tragicità della determinazione estrema della vendetta nell’“Elettra” di Sofocle, la tragicità della dedizione estrema in “Alcesti” di Euripide e la tragicità della passione estrema in “Fedra” di Seneca» sono sentimenti senza tempo. «I testi classici – conclude Calabrese – esprimono emozioni e valori che sono ancora attuali».

Dalla società classica alla società di massa. Tutto ha avuto inizio quando si è cominciato a pensare la funzione della scuola non fosse più quella di educare ma offrire uno sbocco lavorativo. Così le lingue, l’arte, e il sapere classico hanno lasciato il posto a nuove discipline tecnico- scientifiche che hanno anche modificato il modo di approcciarsi alla cultura.Le giovani generazioni hanno abbandonato i manuali polverosi, le ricerche, le visite ai musei alla ricerca di un sapere più rapido e tempestivo che offre il web. Una cultura istantanea e interconnessa che sacrifica sull’altare della conoscenza la specializzazione. L’approfondimento di una tematica risulta spesso sterile, così ci ritroveremo dei professionisti del futuro che conoscono di tutto un po’, che avranno sicuramente letto di Platone e Aristotele così come dei Pooh e Pippo Baudo. Recuperare, riscoprire, salvare la bellezza dei classici è l’unico antidoto contro l’imbarbarimento della nostra società.

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