Carmelo Fichera

«Taormina a Pasquetta era strapiena e poi il giorno dopo invece era di nuovo vuota. Una rondine non fa primavera e su questa situazione una riflessione è d’obbligo farla». Lo ha dichiarato l’imprenditore taorminese Carmelo Fichera, che si dice preoccupato anche «per l’ostinazione del Consiglio comunale nel non voler rivedere le tariffe dei parcheggi». «Il Consiglio comunale – afferma Fichera – si preoccupa di quattro soldi di riduzione per i parcheggi, mentre sinora il Lumbi e il Porta Catania restano vuoti e si riempiono soltanto nei ponti festivi e nei mesi estivi. Le riduzioni dei prezzi che andavano fatte nella bassa stagione e sino anche a questo periodo non avrebbero inciso in nessun modo nell’economia di Asm ed anzi avrebbero portato incassi certamente migliori di quelli attuali ma la politica si ostina a non decidere e a congelare la trattazione dell’argomento. Non ci si preoccupa, invece, dello sconto indistintamente e ingiustamente praticato ad autobus delle crociere che vengono da fuori. Si tratta di società che portano i croceristi ma che non operano solitamente nel territorio di Taormina e non hanno sede qui: vengono per 2-3 ore al massimo, ad esempio dalla Calabria e non si capisce per quale motivo venga praticato uno sconto del 45% sul costo del parcheggio».

Solo per i taorminesi. «Quello sconto deve riguardare le attività commerciali che abbiano obbligatoriamente sede a Taormina. E’ uno sconto “anomalo”, anche perché non viene nemmeno pubblicizzato. Ma così facendo Asm perde l’opportunità di introitare 400-500 mila euro all’anno di potenziali, anzi certi, incassi maggiori nel proprio bilancio. La politica taorminese si preoccupa di non modificare il costo del parcheggio invernale, ritenendo a quanto pare che abbassare i prezzi non farebbe bene ad Asm e all’economia sia dell’azienda e della città, senza comprendere che quello scontro non inciderebbe in alcun modo in maniera negativa ed, al contrario, potrebbe avere riflessi altamente positivi. Rivedere le tariffe dei parcheggi porterebbe il doppio o il triplo delle presenze laddove il commercio invernale oggi non esiste più. Se il Lumbi d’inverno deve restare chiuso, come avvenuto quest’anno, allora tanto vale che lo si apra invece ad Un euro».

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