Nello stesso momento in cui al Comune di Taormina si svolgeva venerdì scorso il vertice sullo Statuto di Taormina Arte, il Prefetto di Messina ha convocato per la prossima settimana un vertice negli uffici in Piazza dell’Unità d’Italia per fare chiarezza sulla vicenda della Caserma dei Carabinieri di Taormina. Con apposita deliberazione da parte del Commissario straordinario, Filippo Romano, l’ex Provincia di Messina ha proceduto infatti il 30 marzo scorso ad una modifica della delibera che nell’agosto 2015 conferiva al patrimonio iniziale della futura Fondazione Taormina Arte l’hotel “Panorama di Sicilia” di Castelmola ed il villaggio “Le Rocce” di Taormina, sostituendoli con l’immobile di piazza Vittorio Emanuele II che attualmente è sede della “Caserma dei Carabinieri”. La notizia ha suscitato apprensione sul futuro dell’Arma dei Carabinieri che opera nel comprensorio jonico.

Nessuno sfratto. «Il Prefetto ci ha convocati per martedì mattina Messina, alla presenza del Comandante provinciale dei Carabinieri – rende noto il sindaco e presidente del Comitato Taormina Arte, Eligio Giardina -. Va precisato che la determina del commissario Romano non dispone lo sfratto dei Carabinieri. Per quanto mi riguarda rassicurerò Sua Eccellenza il Prefetto che mi attiverò personalmente affinché i Carabinieri rimangano nell’attuale sede anche nei prossimi anni».

Le rassicurazione di Di Miceli. «L’immobile viene conferito per far parte del fondo di dotazione della Fondazione ma ciò non dispone automaticamente che debba andare via l’Arma dei Carabinieri», precisa il commissario ad Acta della Fondazione, Pietro Di Miceli. In sostanza, secondo i responsabili di Taormina Arte l’immobile passerebbe dall’ex Provincia a Taormina Arte ma i Carabinieri rimarrebbero lì dove si trovano, mentre sarebbe la Fondazione a subentrare alla Città Metropolitana nel rapporto col Ministero, al quale compete il pagamento dell’affitto. «Ad ogni modo la Provincia – aggiunge Giardina – ha posto nei mesi scorsi il problema della richiesta di adeguamento del canone d’affitto, dagli attuali 18 mila euro a circa 200 mila euro». Si avrà, quindi, la prossima settimana un chiarimento sulle sorti dell’immobile adibito a Caserma, riguardo la quale il Commissario Romano, nel suo atto, ha inteso «dotare la nascente Fondazione di un patrimonio fruttifero, tale da assicurare un costante flusso di risorse finanziarie utile per le attività istituzionali di promozione culturale e del territorio».

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