L’attesa dell’emiro – Aspettando il verdetto ufficiale del Tribunale di Roma, il futuro dell’Hotel San Domenico potrebbe riservare l’ennesima sorpresa. La “contesa” sull’aggiudicazione della struttura alberghiera pare ormai chiusa in favore dell’Emiro del Qatar, Hamad bin Jassim Al-Thani che potrebbe però dover aspettare ancora qualche mese per prendere a tutti gli effetti in mano il “San Domenico”. L’offerta migliore che sin qui è giunta, tra le 15 totali, come si sa è stata di 52 milioni e 500 mila euro, e pare appunto ormai certo che sia stato Al Thani a formularla. La procedura concordataria era stata vincolata, però, dalla premessa di un’offerta non inferiore ad euro 53,377 milioni di base d’asta. C’è, dunque, un’offerta altissima ma circa 800 mila euro inferiore al prezzo di partenza della procedura di gara.

Le possibili prospettive – E allora sono due le ipotesi all’orizzonte: una è l’aggiudicazione immediata, senza se e senza ma, e c’è però un’altra possibilità che pare farsi spazio in queste ore. Non sarebbe da escludere, infatti, che il Tribunale decida di indire una nuova gara, allungando i tempi di qualche mese per la definitiva risoluzione della vicenda e abbassando il prezzo di partenza proprio ai livelli dell’offerta di 52 milioni 500, non potendo ovviamente più scendere sotto questa soglia. A quel punto, in tal caso, la gara troverebbe senza difficoltà una conclusione del tutto rispondente in termini tecnici e finanziari alla base di gara. Servirebbero tuttavia un paio di mesi per espletare l’eventuale nuova procedura (e sarebbe la terza) e ciò significherebbe che tutto slitterebbe a dopo l’estate. Nel frattempo sarebbe ancora la liquidatela giudiziale a gestire il “San Domenico” e la relativa situazione finanziaria. Senza dimenticare, inoltre, che a determinare un rinvio potrebbe essere anche e soprattutto il fatto che ad oggi non ci sono offerte per gli altri alberghi del gruppo “Acqua Marcia” finiti all’asta: le uniche proposte pervenute alla liquidatela sono quelle per il “San Domenico” e si dovrà perciò decidere se aggiudicare subito questo hotel da solo alla nuova proprietà e “spacchettarlo” dall’intero lotto o se, appunto, tentare di nuovo di mettere tutto in un unico calderone e far aggiudicare anche gli altri, magari sfruttando l’effetto traino della struttura taorminese.

Il fatturato – I ricavi del “San Domenico” di Taormina, allo stato attuale sono pari a euro 8.209.702, a fronte di euro 7.468.087 del precedente esercizio. Il costo media della stanza è pari – sempre secondo le stime del Tribunale di Roma – a euro 317,1, a fronte di un costo medio, nel passato esercizio, di 336,5. Il tasso di occupazione è del 49.1%, a fronte di un’occupazione nel precedente esercizio, del 43,5%. Il costo del personale è stato stimato in euro 3.111.232, a fronte dei 2.811.129 dell’anno precedente: «si registra, in tal senso, un incremento del costo, in quanto i ricavi sono sensibilmente migliorati rispetto al 2014». Il Gross Operating Profit si attesta cosi ad euro 2.361.897, che migliora il dato di euro 1.999.511 del 2014. Non rimane, insomma, che attendere le prossime comunicazioni del liquidatore giudiziale prof. avv. Giorgio Lener, che per adesso ha fatto sapere che la procedura di gara «ha portato all’aggiudicazione». Ora si attende che venga comunicato chi ha fatto l’offerta migliore e se ciò basterà per concludere la procedura adesso pur con una proposta di 800 mila euro inferiore a quei 53,377 milioni di partenza, o se ne servirà un’altra.

Le parole del liquidatore – «Hanno presentato la documentazione richiesta e sono stati quindi ammessi alla procedura – ha spiegato Lener – 15 operatori, ed altri sono stati esclusi per insufficienza della documentazione. Gli operatori ammessi sono tutti di ottimo livello, con significative presenze di operatori di “respiro sovranazionale”. Al termine del periodo di gara, sono state avanzate offerte soltanto per il “San Domenico” di Taormina e non per gli altri cinque alberghi gestiti da “Amt”. In particolare, quanto al “hotel San Domenico”, la seconda fase della procedura competitiva di vendita ha portato all’aggiudicazione per il prezzo di 52 milioni e 500 mila euro. Occorre tuttavia rammentare, al riguardo, che il bando espressamente prevedeva che la procedura concordataria sarebbe stata vincolata da un’offerta non inferiore ad euro 53,377 milioni, sì che l’esito della gara ha portato alla definitiva formazione di un prezzo con vincolo all’acquisto in capo al solo aggiudicatario, ed efficacia dell’offerta irrevocabile sino al 31 marzo».

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