Pinuccio Composto, capogruppo di ProgettiAmo Taormina
Pinuccio Composto, capogruppo di ProgettiAmo Taormina

«L’attuale Statuto per la Fondazione Taormina Arte va ampiamente rivisto e lo diremo con molta chiarezza al commissario ad Acta, Pietro Di Miceli». Lo ha dichiarato il capogruppo di “ProgettiAmo Taormina”, Pinuccio Composto in vista dell’ormai imminente discussione che avverrà nei prossimi giorni sullo statuto predisposto dalla Regione per la trasformazione del Comitato TaoArte in Fondazione. Lo Statuto “palermocentrico”, com’è stato definito da più parti in città, non convince e l’opposizione punta ad effettuare “robusti” cambiamenti al documento elaborato a Palermo ed esitato dal commissario nei giorni scorsi.

Confronto decisivo – «Noi siamo pronti ad affrontare la questione – ha detto Composto – e presenteremo 27 emendamenti allo Statuto approvato dal commissario ad Acta. Stiamo aspettando di poter parlare col commissario Di Miceli ed espliciteremo la nostra posizione evidenziando che lo Statuto attuale non può in alcun modo soddisfare la Città di Taormina. Valuteremo se si potrà riequilibrare questo Statuto, ma certamente ci sono tanti punti da rivedere. Siamo pronti per provare a migliorare la delibera, emendarla o in ogni caso fare la nostra parte affinché si restituisca la dovuta centralità a Taormina. Vogliamo vedere quale sarà la posizione dell’Amministrazione. Noi non abbiamo alcun dubbio nell’affermare che lo Statuto, per come adesso è stato concepito, non va. La questione va affrontata con autorevolezza per restituire dignità alla città di Taormina e alla figura del sindaco protempore di Taormina. Taormina e TaoArte non possono e non devono più subire imposizioni da nessuno, e abbiamo già visto tante volte cos’è avvenuto invece come nel caso del Teatro Antico».

Verso n braccio di ferro – La spinosa questione dello Statuto di Taormina Arte verrà affrontata dal Consiglio comunale il 7 Aprile. E la discussione stavolta potrebbe essere il bivio per delineare il destino dell’ente che da anni è rimasto paralizzato nel susseguirsi di “prove muscolari” tra Taormina, Messina e Palermo. Un interminabile braccio di ferro la cui unica vera conseguenza è stata poi la condizione di grave e irrisolta crisi economica di una rassegna che un tempo era “fiore all’occhiello” dell’offerta turistica e culturale della città.

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