Rischio inondazioni – «L’impianto di contrade Pietre Nere del Consorzio Rete Fognante, malgrado alcune opere di salvaguardia recentemente realizzate, rimane a rischio inondazioni e distruzione e per questo motivo assieme all’ing. Oscar Aimà abbiamo deciso di prevedere una trasferta a Palermo e di andare a discutere con l’assessore al Territorio ed Ambiente, Maurizio Croce, un piano di intervento che possa salvaguardare il complesso». Lo ha dichiarato il presidente del sistema di depurazione, Andrea Raneri, che sta cercando di intensificare il pressing sugli organi competenti per la risoluzione di una questione che rimane irrisolta ormai da tanti (troppi) anni.

Situazione di precarietà dal 2005 – Come si ricorderà l’impianto consortile di depurazione dei reflui a Giardini Naxos, si trova proprio al margine sinistro del fiume Alcantara. La situazione di precarietà sussiste sin dal 2005 e doveva essere risolta tra il 2006/2007 mediante gli interventi di vari Enti. Di recente il consorzio ha posto in essere alcuni interventi consistenti nella collocazione di un piccolo muraglione di contenimento, ma la solidità di quest’ultimo, adesso, viene messo a dura prova dal fatto che il corso d’acqua si sta insinuando nella parte retrostante di quanto realizzato.

Messa in sicurezza da 700mila euro – Un fatto naturale questo, più volte sottolineato, ma che, evidentemente, non è stato mai affrontato. I mesi del bel tempo sono alle porte ma è una rassicurazione che evidentemente non può bastare per accantonare il problema e metterlo in secondo piano. I prossimi eventi meteorici potrebbero mettere a dura prova tutta la struttura. In caso di innalzamento delle acque del fiume si potrebbe verificare l’abbandono del complesso, a causa di una possibile esondazione del percorso d’acqua che adesso spinge in direzione delle strutture all’interno dell’area che si occupa del difficile compito della depurazione. Qualora si verificassero crolli o inondazioni si causerebbero danni incalcolabili non solo all’impianto, ma, per ricaduta, verso le località dell’intero comprensorio che viene indicato come il primo polo turistico siciliano. Tutto ciò, appunto, a causa del mancato e più volte richiesto, intervento di riorganizzazione dell’ansa del fiume Alcantara. Un progetto di messa in sicurezza esiste e lo aveva predisposto l’ing. Stefano Codevilla, nei mesi scorsi. Si tratta di un piano da 700 mila euro. Adesso, però, come sostiene Raneri, tutto va rivisto ed aggiornato anche in base alla nuova situazione del terreno, mentre il fiume in qualche punto ha variato il suo percorso.

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