In nome della natura – Sin dagli anni Sessanta, nelle sue opere, Piero Gilardi ha manifestato grande interesse nei confronti della natura, e non per semplice esercizio di stile ma per responsabilità socio-culturale, presagendo ciò che sta per succedere. Il Tappeto-natura esposto nel Museo di Casa Cuseni, presenta una sorta di ricostruzione fedele e meta-reale di frammenti di natura attraverso materiali sintetici come il poliuretano espanso. I Tappeti raffigurano così “momenti” di natura attraverso materiali artificiosi, avanzando una riflessione da parte dell’osservatore, una denuncia da parte dell’artista sulla morte della natura come effetto dell’iper-industrializzazione. Costruito con grande realismo come per mantenere viva la fantasia della natura esso è un esorcismo contro la stessa morte della natura, è un allarme che Piero Gilardi lancia già dagli anni 60 e che Casa Cuseni raccoglie, pensando che il binomio natura/cultura di Gilardi è un problema antropologico di grande rilevanza poichè sempre l’occidente ha separato l’uomo dagli altri esseri viventi non rendendosi conto che la natura è costituita da tutti gli esseri viventi, uomo compreso. Oggi l’inquinamento non è più come negli anni settanta con fiumi carichi di sostanze chimiche nocive o come i nostri cieli ricchi di fumi prodotte dalle ciminiere delle fabbriche, ma è un inquinamento più sofisticato, e certamente non meno pericoloso poichè non ci rendiamo immediatamente conto del possibile danno alla salute ed all’ecosistema. Da Casa Cuseni pertanto si alza la protesta contro l’inquinamento e contro gli effetti dell’iper-industrializzazione, e proprio nel giardino di Casa Cuseni, il giardino botanico meglio conservato di Taormina, in uno spazio espositivo per questo allestito, verrà esposto il pensiero di Piero Gilardi con alcune sue opere.Un’occasione praticamente unica per gli studenti delle scuole che potranno, nel loro iter formativo scolastico inserire anche il pensiero di Piero Gilardi, che secondo gli organizzatori della mostra è la massima autorità artistica italiana a difesa del nostro ecosistema. Franco Spadaro ( Direttore di Casa Cuseni) e Franco Santisi ( Direttore della Galleria d’Arte Moderna di Giardini-Naxos)

Il personaggio. Piero Gilardi nasce a Torino nel 1942 – Nel 1963, realizza la sua prima mostra personale Macchine per il futuro. Due anni più tardi realizza le prime opere in poliuretano espanso ( tappeti-natura) ed espone a Parigi, Bruxelles, Colonia, Amburgo, Amsterdam e New York. A partire dal 1968 interrompe la produzione di opere per partecipare all’elaborazione tecnica delle nuove tendenze artistiche della fine degli anni Sessanta: Arte Povera, Land Art, Antiform Art. Collabora alla realizzazione delle due prime rassegne internazionali delle nuove tendenze allo Stedelijk Museum di Amsterdam e alla Kunsthalle di Berna. Nel 1969, comincia una lunga esperienza transculturale diretta all’analisi teorica e alla pratica della congiunzione “Arte Vita”. Come militante politico e animatore della cultura giovanile conduce svariate esperienze di creatività collettiva nelle periferie urbane e “mondiali” : Nicaragua, Riserve Indiane negli USA e Africa. Nel 1981 riprende l’attività nel mondo artistico, esponendo in gallerie delle installazioni accompagnate da workshops creativi con il pubblico. A partire dal 1985 inizia una ricerca artistica con le nuove tecnologie attraverso l’elaborazione del Progetto IXIANA che, presentato al Parc de la Villette di Parigi, prefigura un parco tecnologico nel quale il grande pubblico poteva sperimentare in senso artistico le tecnologie digitali. Nel corso degli ultimi anni ha sviluppato una serie di installazioni interattive multimediali con una intensa attività internazionale. Insieme a Claude Faure e Piotr Kowalski, ha costituito l’associazione internazionale “Ars Technica”. In qualità di responsabile della sezione italiana di Ars Technica promuove a Torino le mostre internazionali Arslab. Metodi ed Emozioni (1992), Arslab. I Sensi del Virtuale (1995), Arslab. I labirinti del corpo in gioco (1999) e numerosi convegni di studio sull’arte dei nuovi media.
Ha pubblicato due libri di riflessione teorica sulle sue varie ricerche: Dall’arte alla vita, dalla vita all’arte (La Salamandra, Milano 1981) e Not for Sale (Mazzotta, Milano 2000 e Les Presses du réel, Dijon 2003). Scrive articoli per varie riviste d’arte come «Juliet» e «Flash Art». Attualmente sta promuovendo il progetto di un grande “Parco d’Arte Vivente” nel quale si compendiano tutte le sue esperienze relative al mutamento della natura dell’arte in senso relazionale.

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