Il danno e la beffa – La riapertura della funivia di Taormina verso uno slittamento a dopo Pasqua. Asm ha completato, infatti, tutti i necessari lavori in linea col crono-programma che era stato ipotizzato e sta effettuando da diversi giorni i necessari test ma la “beffa” rischia concretamente di arrivare
dall’Ustif (Ufficio speciale trasporti a impianti fissi) di Napoli che non ha ancora esitato l’istanza trasmessa dall’azienda municipalizzata e soprattutto al momento non ha ancora fissato il previsto collaudo definitivo da effettuare in luogo. A Taormina dovrebbero giungere i funzionari preposti dal capoluogo campano ma al momento manca la data in cui avverrà questo passaggio cruciale. Il direttore d’esercizio della funivia, l’ing. Sergio Sottile, si è recato personalmente a Palermo, Napoli e Roma per consegnare la documentazione ai vari uffici preposti della Regione, dell’Ustif e del Ministero e nel tentativo cosi di accelerare i tempi, ma l’iter pare incontrare difficoltà legate ai tempi blandi della burocrazia.

I motivi del ritardo – «Siamo in attesa di stabilire la data del collaudo – spiega l’ing. Sottile -. Le prove dell’impianto stanno andando bene. Ora il problema è di carattere burocratico: l’Ustif di Napoli ha personale ridotto, per via dei tagli avvenuti anche lì. L’Ustif in Sicilia non ha più un funzionario incaricato. C’è stata una riorganizzazione degli uffici che complica le cose e allunga i tempi. Gli uffici competenti hanno difficoltà ad espletare il tutto in maniera rapida. Ho scritto e sollecitato più volte, ora auspichiamo venga accolta in fretta la nostra documentazione e la relativa istanza per effettuare in tempi brevi il collaudo e ottenere il placet alla riapertura. Sono andato personalmente a Napoli per consegnare il tutto e lo stesso ho fatto con l’Assessorato Trasporti della Regione e a Roma col Ministero. Il personale della funivia ha fatto un lavoro davvero importante, e noi tutti insomma abbiamo fatto la nostra parte. Ora aspettiamo che l’Ustif venga qui e che possa avvenire rapidamente il collaudo».

Economia danneggiata – Ad attendere sono ora soprattutto gli operatori economici di Taormina, che guardano con attenzione al necessario ripristino dell’impianto fermo dal 9 settembre scorso, quando la funivia e l’intero piazzale di Mazzarò a seguito di un nubifragio e di una frana furono investiti da una valanga di fango, con gravi danni che hanno richiesti un forte impegno economico da parte di Asm e sette mesi di faticoso lavoro eseguito dal personale della funivia.

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