Hotel San Domenico

Venduto – «La seconda fase della procedura di vendita ha portato all’aggiudicazione per il prezzo di 52,5 milioni di euro». Lo ha comunicato a riguardo dell’hotel San Domenico di Taormina il prof.avv. Giorgio Lener, liquidatore giudiziale incaricato dal Tribunale di Roma per la vendita degli alberghi del gruppo “Acqua Marcia”. Lener per il momento non fa nomi e non indica ancora ufficialmente la società che avrà la proprietà del prestigioso hotel taorminese. Tuttavia si tratterebbe, a quanto pare, del gruppo che fa capo all’emiro del Qatar, Hamad bin Jassim Al-Thani. L’annuncio ufficiale dovrebbe arrivare non prima del 31 marzo, data in cui è prevista la conclusione definitiva della procedura di vendita.

L’esclusiva di TaorminaToday – Ecco in esclusiva le parole del liquidatore Lener sulla vendita del “San Domenico”: «Hanno presentato la documentazione richiesta e sono stati quindi ammessi alla procedura – spiega il prof. avv. Lener – 15 operatori, ed altri sono stati esclusi per insufficienza della documentazione. Gli operatori ammessi sono tutti di ottimo livello, con significative presenze di operatori di “respiro” sovranazionale. Al termine del periodo di gara, sono state avanzate offerte soltanto per il “San Domenico” di Taormina e non per gli altri cinque alberghi gestiti da “Amt”. In particolare, quanto al “hotel San Domenico”, la seconda fase della procedura competitiva di vendita ha portato all’aggiudicazione per il prezzo di 52 milioni e 500 mila euro. Occorre tuttavia rammentare, al riguardo, che il bando espressamente prevedeva che la procedura concordataria sarebbe stata vincolata da un’offerta non inferiore ad euro 53,377 milioni, sì che l’esito della gara ha portato alla definitiva formazione di un prezzo con vincolo all’acquisto in capo al solo aggiudicatario, ed efficacia dell’offerta irrevocabile sino al 31 marzo».

L’iter della gara – «Giova ricordare – continua il liquidatore – che il secondo bando di vendita, diversamente dal primo, prevedeva due livelli di prezzo, uno “base” vincolante anche per la procedura concordataria, l’altro al di sotto del prezzo base, vincolante per i soli offerenti (“prezzo subordinato”). Per altro, l’esito infruttuoso della gara, in relazione agli alberghi gestiti da Amt, da un canto è indice di una tendenza del mercato verso i valori stimati dal dott. Jones Lang Lasalle, stimatore incaricato dai Commissari giudiziali, e dall’altro non deve indurre a ritenere che il “prezzo subordinato” non sia di interesse, sì da imporne l’immediata riduzione. L’imminenza della vendita dell’hotel San Domenico di Taormina ha trasmesso al mercato un chiaro segnale di concretizzazione delle complesse procedure di vendita, determinando la ripresa di fattive interlocuzioni».

Gli altri hotel – Lener si è soffermato quindi anche sulla situazione degli altri cinque alberghi compresi nell’iter di vendita dell’asset alberghiero Acqua Marcia (ovvero il Des Etrangers di Siracusa; l’Excelsior di Catania; le Palme, l’Excelsior e Villa Igiea di Palermo): «Il mio intendimento, d’intesa con gli organi della liquidazione concordataria, è in primo luogo, verificare l’effettiva possibilità di pervenire alla formulazione di offerte da porre a base di una nuova gara. In difetto di offerte si procederà ad avviare nei prossimi mesi una nuova procedura competitiva».

Nuova procedura per i beni mobili – Il liquidatore giudiziale ha anche riferito di un’altra procedura in atto che concerne sempre il “San Domenico”: «C’è una procedura di vendita dei beni mobili, avviata lo scorso 16 luglio 2015. Essa per il momento si è limitata alla sollecitazione informale del mercato. Infatti, come si può evincere anche da una relazione di un esperto stimatore di “Gioielli di carta”, inviatami il 16 febbraio, non si è potuto dar corso alle attività di vendita in ragione della pendenza di un procedimento avviato dalla Soprintendenza di Messina, in quanto presso il “San Domenico Palace” di Taormina è ubicato il nucleo più consistente tra quelli componenti il patrimonio d’arte e d’antiquariato di “Amt” (300 lotti su 658 in termini quantitativi ed euro 549.830/866.320 su euro 1.176.300/1.865.310 in termini di valore stimato). Va detto che l’indiscutibile rilevanza centrale, e di richiamo, del dipinto “impone la gestione unitaria della procedura di vendita». Lener ha sottolineato, in tal senso, di aver svolto articolate e analitiche osservazioni contestando l’assenza dei presupposti storici e artistici per l’imposizione del vincolo collezionistico” nei confronti della Soprintendenza: «A tali mie osservazioni non è seguita la replica della Soprintendenza nè, va da sé, l’apposizione del vincolo: il procedimento amministrativo, dunque, deve ritenersi esaurito senza esito, ma va detto che nulla osta a che venga di nuovo avviato». Superato, dunque, almeno per il momento il rischio dell’infondata apposizione del vincolo sul “hotel San Domenico” si potrà dunque predisporre la catalogazione definitiva dei lotti e verificare lo stato conservativo attuale di tutti i beni d’arte e d’antiquariato componenti il compendio “Amt-Re”, ed avviare la procedura di vendita».

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