Dagli Emirati Arabi con furore – L’affare era nell’aria da tempo e TAORMINAtoday lo aveva anticipato un un articolo del 4 febbraio scorso. Del resto la passione che gli arabi nutrono per la nostra terra, anche per ragioni storiche, non è mai stata un mistero. Ma adesso c’è la conferma: lo sceicco del Qatar Hamad bin Jassim Al-Thani è il nuovo proprietario del San Domenico Palace di Taormina, acquistato per 52,5 milioni di euro. Manca solo l’annuncio ufficiale dell’avvocato Giorgio Lener, liquidatore di “Acqua Marcia”: la proclamazione non sarebbe ancora avvenuta poiché il bando prevedeva che la procedura concordataria sarebbe stata vincolata ad un’ offerta non inferiore a 53,377 milioni di euro, ma sulla cessione non dovrebbero esserci dubbi. L’emiro da tempo aveva messo gli occhi sull’hotel a cinque stelle simbolo della Perla dello Jonio ed era tra i favoriti nella corsa all’acquisizione dell’albergo. Il San Domenico è stato il solo dei sei alberghi dell’ex portafoglio Acqua Marcia finiti all’asta per il quale i 15 investitori ammessi al data room avevano presentato offerte. Il primo bando per la cessione era stato pubblicato a marzo 2015. Che il San Domenico fosse tra i desideri degli sceicchi non era certo un mistero. Lo scorso gennaio lo sceicco Hamed Ahmed Bin Al Hamed, della famiglia reale di Abu Dhabi e azionista della compagnia aerea Etihad sembrava interessato all’accordo con Acqua Marcia. Lui, tanto innamorato della Sicilia da aver già fatto di recente un investimento importante a CapoMulini.

La crisi del Gruppo Acqua Marcia e l’avvento degli “stranieri” – La crisi non ha risparmiato neanche Acqua Marcia, l’impresa immobiliare più antica d’Italia, posta in liquidazione a partire dal 2013 quando l’Assemblea dei Soci ha accolto la decisione degli amministratori di sciogliere la holding e nominare un collegio di liquidatori. Una sconfitta tutta italiana che si risolve ancora una volta con l’entrata in scena di investitori stranieri. Taormina si trova in un momento di transizione verso la ricerca di una nuova identità: a dare una speranza alla città sono stati prima i cinesi che hanno dichiarato di voler investire 7 miliardi nelle infrastrutture siciliane, adesso gli arabi con l’acquisizione del San Domenico Palace. Uno spiraglio si apre così anche per i lavoratori dell’albergo, che hanno trascorso momenti non facili e che vivono con incertezza e confusione l’ultima novità.

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