Il setto nasale è formato da strutture ossee e cartilaginee, è disposto verticalmente sulla linea mediana e divide l’interno del naso in due cavità, dette fosse nasali. Il setto nasale può essere deviato per cause traumatiche o congenite presenti dalla nascita. La deviazione del setto nasale comporta una grave anomalia della dinamica respiratoria che si manifesta con una notevole difficoltà di passaggio dell’aria attraverso il naso. La non fisiologica respirazione nasale comporta una respirazione orale, per cui l’aria inspirata risulta essere piena di particelle in sospensione, fredda e secca. Tutto ciò crea un processo di “irritazione” continua del sistema respiratorio determinando una serie di malattie e disfunzioni quali: riniti, sinusiti acute e croniche, ipertrofia dei turbinati, apnee del sonno, patologie dell’orecchio medio come otiti medie catarrali. L’otorinolaringoiatria ha da alcuni anni attuato una vera e propria rivoluzione nell’approccio a una vasta quantità di patologie a largo impatto epidemiologico, approccio fondato sull’utilizzo di nuove tecniche che si adeguano alla biologia tissutale. La mini-invasività è quindi mirata all’utilizzo di un nuovo concetto di chirurgia, definito “biosurgery”, cioè rispetto delle capacità dell’organismo a ritrovare spontanee e più efficaci guarigioni. Quindi prevede la riduzione delle complicanze legate a vie di accesso o tecniche più traumatiche. Oggi le nuove tecnologie Laser, Radiofrequenze, Coblator, Fibre ottiche, Microscopio chirurgico, Debrider o Shaver ci sono venute incontro in maniera specifica nel campo otorinolaringoiatrico, consentendoci di risolvere in maniera molto più facile e con minima invasività, una gran numero di patologie delle prime vie aeree.

Il chirurgo otorino è obbligato a lavorare in campi angusti, profondi e spesso non illuminati, ma negli ultimi anni il diffondersi della micro-chirurgia endoscopia, che si avvale di tecniche molto più precise, non invasive e rispettose dell’anatomia e dei tessuti interessati, ha facilitato di molto il suo operato . La microchirurgia endoscopica sfrutta tecniche e strumenti diagnostico-terapeutici, endoscopi rigidi e flessibili che si avvalgono di mezzi ottici in grado di ingrandire le immagini sia mantenendo la visione stereoscopica sia consentendo l’esplorazione di anfratti anatomici nascosti. L’uso del Laser nella chirurgia otorinolaringoiatrica si associa favorevolmente alle tecniche di microchirurgia e di chirurgia endoscopica e ciò consente di ottenere risultati soddisfacenti con minor impegno da parte del paziente. L’utilizzo della tecnologia Laser consente una semplificazione delle tecniche operatorie, la riduzione dei tempi chirurgici e una riduzione dei postumi e delle complicanze legate al post-operatorio per il paziente.

La chirurgia endoscopica è una chirurgia di tipo “funzionale”, mira infatti al ripristino di una funzione piuttosto che all’asportazione di una patologia o alla demolizione di strutture anatomiche. E’ una chirurgia limitatamente invasiva utilizzando nuove tecniche quali il Laser, che pur richiedendo a volte tempi chirurgici più lunghi rispetto alla chirurgia tradizionale, per la precisione dell’atto chirurgico, è sicuramente meglio tollerata dal paziente. Secondo il tipo e la sede della deviazione del setto nasale, verrà proposta la scelta più adatta. Nel caso di speroni cartilaginei semplici o deviazioni settali non complicati potrà essere adottata la tecnica laser ambulatoriale simile a quella della chirurgia dei turbinati. Le deviazioni più importanti richiedono interventi un po’ più invasivi anche con tecniche endoscopiche e preferibilmente in anestesia generale, per non arrecare eccessivo fastidio in termine di dolore al paziente. Di solito alla fine di questi interventi un po’ più invasivi si posizionano schiume vegetali riassorbibili, che non richiedono la rimozione a differenza dei tradizionali tamponi nasali. Il ricovero non è mai superiore alle 24 ore. La settoplastica endoscopica prevede l’utilizzo di fibre ottiche rigide, che permettono una corretta e ingrandita visualizzazione del campo operatorio, e della fibra laser con cui si incide per pochi centimetri la mucosa settale in prossimità della deviazione settale. Successivamente alla incisione della mucosa settale, in capo operatorio completamente privo di sangue, mediante l’utilizzo di strumentario microchirurgico, in particolare mediante utilizzo di un particolare strumento caratterizzato da funzione combinata aspiratore-scollatore, si scolla la mucosa dal sottostante pericondrio e periostio e successivamente si mobilizza la componente cartilaginea o ossea deviata che viene rimossa con molta accuratezza mediante micro-pinze idonee, ultimando l’intervento chirurgico dopo avere riposizionato la mucosa settale scollata con una semplice manovra di ribaltamento della stessa. La cicatrizzazione della mucosa avverrà molto velocemente e tale approccio consentirà un post-operatorio privo di complicanze legate alla chirurgia tradizionale come sanguinamenti a volte profusi, algie ed ecchimosi facciali. Un campo chirurgico privo di sangue o con scarso sanguinamento consente di operare più rapidamente e più accuratamente, soprattutto sulle strutture più delicate, ottenendo alla fine risultati migliori. Oggi mediante l’utilizzo di queste innovative tecniche chirurgiche siamo riusciti ad applicare alla chirurgia endoscopica nasale e sinusale alcuni principi fondamentali della microchirurgia riuscendo a ridurre in modo importante il sanguinamento durante l’intervento. Presso la nostra clinica negli ultimi due anni, in oltre 400 casi di pazienti operati per ipertrofia dei turbinati, deviazione del setto nasale, poliposi rino-sinusale e sinusite cronica, interventi eseguiti soli o associati tra loro, in circa l’80% dei casi non abbiamo eseguito il tamponamento nasale post-operatorio. Nessun paziente ha avuto emorragie post-operatorie e solo una minima percentuale ha richiesto l’apposizione di tamponi nasali tradizionali in relazione alla gravità della patologia nasale trattata.

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