A destra la Criminologa Roberta Bruzzone

Non si tolse la vita – «Il suicidio è da escludere, il computer di Mario Biondo è parlante e sta parlando: soprattutto sul tipo di rapporto con la moglie che era tutt’altro che idilliaco». Lo ha dichiarato la criminologa Roberta Bruzzone, consulente tecnico della famiglia Biondo, che non ha dubbi sulla fine del cameraman palermitano sposatosi il 22 giugno 2012 alla “Fondazione Mazzullo” di Taormina con la showgirl spagnola Raquel Sanchez Silva e trovato morto undici mesi dopo in circostanze misteriose, il 30 maggio 2013, a Madrid. Il giallo sembra vicino ad una svolta clamorosa. Biondo sarebbe stato tramortito e poi strangolato. Quindi sarebbe stato inscenato un depistaggio per far credere che il giovane si fosse suicidato.

La pista dell’omicidio – «Siamo vicini alla verità ed è difficile non ipotizzare una regia – spiega a criminologa -. Siamo convinti che si tratti di un omicidio e c’è stata un’azione di depistaggio con la presenza di almeno due persone sulla scena del crimine. Riteniamo di avere elementi sufficienti affinché una o più persone vengano inserite nel registro degli indagati. Non possiamo fare nomi ma ci sono condotte inquietanti avvenute nell’immediatezza della morte di Mario e nei giorni successivi. Riteniamo di aver individuato sia l’autore che le modalità. Abbiamo elementi forti, oggettivi e solidi. Questo è un caso da riaprire formalmente anche in Spagna per omicidio. Sul collo della vittima c’è un doppio solco, è ben visibile e plateale, è qualcosa di insuperabile dal punto di vista medico legale e non si può ricondurre a un suicidio. Come può una persona strangolarsi e poi subito dopo impiccarsi alla libreria? E’ un tipo di riscontro che non ha possibilità di esistere. Noi ipotizziamo che l’omicidio possa essere avvenuto in camera da letto e poi inscenato nella libreria».

La verità nel pc – «Il computer di Mario parla – continua la dott.ssa Bruzzone -. Non si comprende come mai ci sia stata un’attività volta ad alterarlo. L’attività sul computer è cristallizzata da una consulenza tecnica disposta dalla Procura di Palermo, che ha ampiamente fatto sollevare l’attenzione sulla vicenda. Il computer parla soprattutto sul tipo di rapporto tra Mario e la moglie, che era tutt’altro che idilliaco perché Mario probabilmente aveva dei sospetti anche molto fondati su una serie di situazioni, stava cercando e stava investigando lui stesso su questi scenari. Per chi poteva rappresentare un problema Mario? A questa domanda non è difficile trovare una risposta».

Nulla di intentato – «Il Ministero degli Esteri si sta formalmente occupando della vicenda, ritenuta di interesse sotto il profilo giudiziario e ha riscontrato bontà nella richiesta di riaprire le indagini. Non lasceremo nulla di intentato. Siamo di fronte a una indagine, quella fatta in Spagna, partita male e sviluppatasi peggio. Ci sono anomalie e riscontri sconcertati, bugie, a carico di soggetti interessati a vario titolo nella vicenda. E’ chiaro che la prima persona su cui abbiamo concentrato la nostra attività investigativa e di riscontro serrato, chirurgico, di ogni singola affermazione è proprio la signora Raquel Sanchez Silva. Ma non è soltanto lei oggetto del nostro interesse investigativo e non sarà lei la sola ad essere al centro dell’interesse della Procura della Repubblica di Palermo».

Si aprono nuovi scenari – «Non possiamo ancora entrare nel dettaglio specifico dei nuovi scenari che abbiamo sottoposto alla Procura. Non vogliamo porre in alcuna condizione di vantaggio tutta una serie di interlocutori che a breve avranno una brutta sorpresa. Abbiamo elementi chiari che lasciamo ampiamente supporre che Mario sia stato brutalmente assassinato e che in seguito uno o più soggetti si siano adoperati per un depistaggio mirato a coprire l’attività omicidiaria e per squalificare la figura di Biondo e far desistere la famiglia sino ad inventare che fosse un consumatore di sostanze stupefacenti».

Nessuna volontà di suicidio – «Nei giorni successivi alla morte di Mario – conclude la dott.ssa Bruzzone -, qualcuno è entrato più volte nel computer del ragazzo per “ripulirlo”. Ma la cosa più importante è il profilo psicologico di Mario. Era un vincitore, basta guardare le sue foto. Aveva talento, determinazione e un futuro roseo. Era sempre sorridente e con un’energia libera, una visione del tutto sana e ottimistica della vita. E poi, poco prima di essere trovato morto, aveva acquistato i biglietti d’aereo per tutta la sua famiglia, invitandola a trascorrere qualche giorno a casa sua in Spagna. Alla sorella inviò il giorno prima di morire questo messaggio: «Non vedo l’ora che veniate, sarà una cosa super relax e una festa di mezzo». Abbiamo analizzato gli ultimi mesi di vita e non esiste niente, nessuna criticità che faccia pensare a una volontà di suicidio». La magistratura spagnola ha archiviato il caso Biondo dopo un mese come suicidio. Ma i dubbi ormai sono tanti e la pista del suicidio si sta sgretolando impietosamente sotto i colpi delle indagini effettuate dalla Procura di Palermo e dalla famiglia di Biondo. La Procura di Palermo ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione.

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