Rendering porto di Giardini Naxos Tecnis

Dama Nera, atto secondo – Nuovo arresto per i dirigenti della Tecnis, Francesco Domenico Costanzo e Concetto Bosco Lo Giudice, già ai domiciliari per la prima tranche della maxi-inchiesta sull’Anas che, ad ottobre scorso, aveva portato alla luce un sistema di corruzione che riguardava gli appalti per la realizzazione di opere nel Sud Italia. Questa volta al centro delle indagini c’è la SS 117 Centrale Sicula, incompiuta da 57 milioni di euro, cofinanziata con fondi regionali. Per l’opera in questione, l’Anas ha commissionato alla Tecnis la realizzazione di un lotto dei lavori, per un importo di € 32.260.628,45. Così si legge nel sito stesso dell’impresa alla voce “cantieri”.

Le dinamiche – In totale, gli indagati nell’inchiesta Dama Nera 2 sono 36 tra dirigenti e funzionari Anas, imprenditori, legali: «In cambio degli illeciti servizi prestati – scrivono gli investigatori – abusando dei poteri derivanti dall’incarico ricoperto, i dirigenti Anas Spa e gli esponenti politici indagati hanno ottenuto utilità e/o provviste corruttive dai titolari di aziende, affidatarie di commesse di opere pubbliche di interesse nazionale». Quello che è successo ad ottobre è stato solo la punta dell’ice-berg, le indagine condotte da allora ad oggi hanno permesso di accertare come «il sistema corruttivo individuato non si limitasse agli imprenditori e dirigenti Anas già arrestati, bensì potesse agevolmente considerarsi “sistemico”, arricchendosi di nuovi ed inquietanti episodi». Tra gli arrestati anche Giuseppe Ricciardello, imprenditore, padre del sindaco di Brolo e suocero dell’onorevole Nino Germanà, e Sergio Vittadello, della Vittadello Intercantieri Spa.

Il progetto del porto di Giardini Naxos – Anche se il sindaco Nello Lo Turco ha dichiarato che l’opera si farà, con o senza la Tecnis, bisogna ammettere che il progetto del porto di Giardini Naxos è nato sotto una cattiva stella e prosegue su una strada dissestata. Di riflesso, infatti, la bufera giudiziaria che vede coinvolta l’impresa di costruzioni che dovrebbe realizzare la struttura, tra accuse di corruzione e dopo il sequestro per infiltrazione mafiosa, inficia inevitabilmente l’iter dell’opera stessa.

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