Da sinistra: Carmelo Velntino, Graziella Longo, Piero Benigni
Da sinistra: Carmelo Velntino, Graziella Longo, Piero Benigni

Il Pd riaccende i riflettori su Villa Mon Repos – I consiglieri del Partito Democratico, Graziella Longo, Piero Benigni e Carmelo Valentino, hanno presentato una mozione sulla vicenda legata a Villa Mon Repos e la richiesta di cambio di destinazione d’uso. Era il 26 settembre 2014 quando la ditta Group Resort Srl ha presentato un progetto che prevede la realizzazione, al posto di bar e ristorante, di sette nuove residenze al piano terra e al primo piano del corpo B dell’ex casa da gioco.

La mozione dei consiglieri Longo, Benigni e Valentino –La vicenda era già approdata in Consiglio comunale lo scorso ottobre. Il sindaco Eligio Giardina rispondendo ad un’interrogazione dei consiglieri del Partito Democratico aveva concordato, in quella sede, sulla necessità di impedire quella che si configura come una ennesima aggressione al territorio in aperta e conclamata violazione di legge. Poi il silenzio. Adesso i consiglieri Longo, Benigni e Valentino sono determinati ad andare fino in fondo alla vicenda impegnando sindaco e amministrazione a concordare, con i competenti uffici comunali, l’adozione degli atti amministrativi necessari ed urgenti al fine di rigettare la richiesta di variante in corso d’opera e stroncare un ulteriore tentativo di cementificazione in una zona di particolare rilievo paesaggistico ed ambientale. La mozione è stata protocollata in pari data alla convocazione del Consiglio comunale per il 15 marzo.

Il parere negativo dell’avvocato Galippo –  L’amministrazione comunale già in passato aveva ritenuto opportuno effettuare degli approfondimenti e con determinazione sindacale del 10 settembre 2015 ha richiesto un parere legale all’avvocato Gaetano Galippo. Il legale, in merito alla richiesta della ditta Group Resort Srl, aveva espresso parere negativo evidenziando: «La palese illegittimità con la quale sono state regolarizzate in violazione della legge sotto diversi profili le opere abusive esistenti e la manifesta illegittimità con la quale è stato consentito che su area sottoposta a vincolo di inedificabilità, in quanto di grande interesse paesistico, morfologico ed ambientale, venisse realizzato un immobile totalmente nuovo, che occupa una volumetria assolutamente esorbitante rispetto a quella degli indici di zona. Pertanto – si legge nel parere dell’avvocato Galippo – la variante in corso d’opera da ultimo proposta dalla Group Resort S.r.l. per il cambio di destinazione d’uso del corpo B, bar primo piano e del ristorante cucina piano terra, al fine di realizzare sette nuove residenze (di cui 4 di sup. mq 85 e 3 di sup. mq. 50) non può essere in alcun modo approvata e consentita perché, anche in questo caso, in aperta violazione del Piano Regolatore Generale e delle vigenti norme urbanistiche».

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