Anthony Barbagallo, assessore regionale al Turismo
Anthony Barbagallo, assessore regionale al Turismo

La svolta palermitana – La Regione Siciliana è pronta a prendersi Taormina Arte, con tanti saluti al Comune. A tre giorni di distanza dall’avvenuta presentazione venerdì scorso della bozza di Statuto a Palazzo dei Giurati, il Governo regionale sembra non voler perdere tempo e – prima ancora che il documento arrivi all’esame del Consiglio comunale – nella serata di lunedì è arrivato l’annuncio ufficiale “in pompa magna” da Palermo che «è stato approvato lo statuto costitutivo della Fondazione Taormina Arte». L’assessore regionale al Turismo, Spettacolo e Sport, Anthony Barbagallo, ha reso noto che si è arrivati ad una svolta «dopo quarant’anni di attesa», comunicando la trasmissione ora agli enti locali soci della Fondazione (Comune di Taormina, Comune di Messina, Città metropolitana di Messina, che ne compongono l’assemblea) per la pubblicazione agli albi pretori e per attivare il conferimento del patrimonio immobiliare entro 30 giorni. Viene annunciato che la Fondazione subentrerà al Comitato diventerà una vera e propria struttura di produzione, organizzazione e gestione di eventi e spettacoli d’eccellenza per l’intera regione. E sempre la Fondazione, sulla base di quanto previsto a Palermo, sarà diretta da un amministratore unico nominato dalla Regione su proposta dell’assemblea dei soci, che resterà in carica cinque anni e verrà nominato dalla Regione.

La soddisfazione di Barbagallo – «La Fondazione Taormina Arte è un sogno che si avvera – ha dichiarato l’assessore Anthony Barbagallo -. Sin dal mio insediamento, a novembre, è stato per me prioritario arrivare a questo risultato. Attraverso la Fondazione la Sicilia avrà a disposizione una struttura moderna, funzionale, capace di realizzare progetti d’eccellenza per la promozione a livello internazionale delle realtà culturali operanti nella nostra isola. Taormina è da sempre uno dei nostri migliori biglietti da visita: attraverso la Fondazione diventerà il palcoscenico di quella Sicilia che sa fare spettacolo, teatro, cinema, arte. In una parola: che sa fare cultura. Ringrazio il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, e l’assessore ai Beni Culturali, Carlo Vermiglio, per aver condiviso con me questo percorso, facendo in modo che si arrivasse in tempi celeri alla creazione della Fondazione».

Dove sta la svolta? – Tutto perfetto insomma, ci sarebbe da brindare e festeggiare. Peccato che la realtà potrebbe rivelarsi leggermente differente se davvero lo scenario sarà quello che si sta prospettando in queste ore. Taormina consegnerebbe chiavi in mano “all inclusive” Taormina Arte (o quel che oggi ne rimane) alla Regione e di riflesso continuerebbe a tenere a galla come prima e più di prima – non si sa bene perché – il Comune di Messina e l’ex Provincia regionale di Messina.

L’ultima spiaggia – «E’ l’ultima opportunità che abbiamo per Taormina Arte, bisogna approvare quello statuto, lo chiederò espressamente al Consiglio comunale. Avremo anche la certezza del contributo annuale per i prossimi anni (800 mila euro per il prossimo triennio?). Intanto approviamo questo statuto, poi lo potremo emendare e modificare» – ha dichiarato il sindaco e presidente di Taormina Arte, Eligio Giardina. Le valutazioni politiche le lasciamo al Consiglio ma intanto qualche riflessione va fatta per forza di cose. C’è da chiedersi, soprattutto, se questo statuto (definito “palermocentrico” dal presidente del Consiglio Antonio D’Aveni) sia una reale opportunità per Taormina.

Situazione attuale – La condizione economica odierna di TaoArte è notoriamente drammatica. Allo stato attuale con la forma giuridica del Comitato la responsabilità dei debiti dell’ente ricade sul rappresentante legale pro-tempore, cioè chi è sindaco di Taormina e presidente di Taormina Arte, con antipatici riflessi sia di carattere erariale che penale come denunciato qualche tempo fa in un suo intervento in Consiglio comunale dal sindaco Giardina. Lo stesso primo cittadino si è visto notificare di recente un pignoramento in Comune e sono in essere su Taormina Arte diversi decreti ingiuntivi e azioni intraprese da enti previdenziali.

L’intervento regionale – E allora ecco che la “mamma” Regione ha deciso di lanciare la “ciambella di salvataggio”, dichiarandosi pronta ad accollarsi gli oneri del debito di Taormina Arte, anche se non si sa bene come, visto che proprio nel forziere della Regione non c’è un euro e, a riprova di ciò, dal giugno 2014 sino ad oggi nemmeno il 30% dei proventi del Teatro Antico che spetta Comune di Taormina è stato più versato. La “mamma” Regione che un bel giorno dell’anno scorso ha deciso di aumentare il biglietto di ingresso al Teatro Antico a 10 euro. La “mamma” Regione che il 20 ottobre 2015 ha istituito il ticket di ingresso a Isola Bella senza nulla comunicare al Comune di Taormina. Ed è la stessa “mamma” Regione che ha provato a far inserire il Palazzo dei Congressi nel patrimonio della costituenda Fondazione Taormina Arte. Dettagli, o forse no.

Un potere solo formale per Taormina? – «La presidenza dell’assemblea sarà comunque del sindaco di Taormina», ha evidenziato a sua volta Giardina. Ma quanto potrà contare la presidenza se nei numeri equivale ad un quinto di un’assemblea formata anche da altri quattro componenti: Regione, Comune di Messina, Città Metropolitana ed un rappresentante delle associazioni (?). Conterà, appunto, un quinto. E c’è poi l’Amministratore unico, la figura del manager prevista nella Fondazione. Ci si aspetta la soluzione più ovvia e di buon senso, e che questo ruolo possa e debba essere affidato a Ninni Panzera, persona di comprovata professionalità, rare doti umane e di lunga esperienza, da 30 anni segretario generale di Taormina Arte che supporta e “sopporta” la politica. Ma anche qui da tempo ormai si vocifera che sia in rampo di lancio una candidatura “di ferro”, che sarebbe espressione delle deputazioni di turno. Se lo scenario è quel che pare prospettarsi si andrebbe, insomma, verso la nomina di un Amministratore unico sostenuto da almeno 3/5 della costituenda assemblea ed al quale il sindaco Giardina difficilmente potrebbe dire no.

Le incognite – Attendono certezze, intanto, i lavoratori di Taormina Arte, che meritano rispetto e dovuta considerazione e non stanno percependo più lo stipendio. Gente che da tempo reclama non più promesse ma fatti: chiarezza vera e concreta sul proprio futuro e su quello dell’ente. E bisognerà fare chiarezza, insomma, su tante altre cose a partire dal conferimento del patrimonio, altro aspetto dove Taormina ha conferito l’ex pretura, pensa ad altri siti come la Badia Vecchia, Palazzo Corvaia, Palazzo Duchi di Santo Stefano. E gli altri cosa conferirebbero? Tra “gli altri” ci sono il Comune di Messina e l’ex Provincia regionale di Messina, enti che una gran parte dei taorminesi preferirebbe non entrino nella Fondazione e che anche il Consiglio comunale non vorrebbe più nella futura TaoArte, e che sebbene alle prese con una pesante situazione debitoria sarebbero a questo punto soci della Fondazione con pari ruolo a quello di Taormina. La palla passa ora al Consiglio comunale di Taormina, al bivio tra un comodo e immediato “sì” palermocentrico e la conseguente consegna del marchio Taormina Arte alla Regione o l’alternativa di un “no” che equivarrebbe al sussulto d’orgoglio della politica taorminese.

© Riproduzione Riservata

Commenti