Taormina verso Ato 4 addio Messinambiente

Nuova era Ato? – Ore di grande fermento sul futuro della raccolta rifiuti a Taormina. Messinambiente si avvia alla conclusione della proroga in atto sino al 31 marzo e dal 1 aprile potrebbe subentrare l’Ato 4. La situazione rimane però ancora incerta e, mentre la stagione turistica che si avvicina, sull’argomento si è soffermato nella serata di venerdì il Consiglio comunale.

La minoranza chiede chiarezza – «Vogliamo capire – ha dichiarato in aula il consigliere di “ProgettiAmo Taormina” Nunzio Corvaia – cosa intende fare l’Amministrazione comunale sulla raccolta rifiuti e abbiamo forti preoccupazioni. Si è deciso di non prorogare Messinambiente, il cui rapporto contrattale scadrà il 31 marzo, ma come si intende andare avanti? Ci era stato detto che è in corso una “indagine di mercato”: oggi scopriamo che questa “indagine di mercato” consisteva nel voler mettere per i prossimi mesi l’Ato 4 al posto di Messinambiente. Ma qual’è la differenza? Si tratta di due società fallite, due società messe in liquidazione e commissariate. Dov’è la differenza? Ci lascia perplessi questa strategia del Comune. E ci preoccupa soprattutto il come potrà avvenire il passaggio dei dipendenti da Messinambiente all’Ato 4: e allora ci chiediamo il 1 aprile chi farà il servizio a Taormina. Non capisco come finirà questa storia. Messinambiente ha già comunicato che il 31 marzo porteranno via tutto, pure le scope e ogni mezzo. Su un argomento cosi importante vogliamo essere rassicurati, e vogliono chiarezza i cittadini e gli operatori economici».

I dubbi di Valentino – «Ancora una volta – ha detto il consigliere del Pd Carmelo Valentino – arriviamo impreparati sul problema della raccolta rifiuti. Siamo alle porte di Pasqua e sta per scadere l’affidamento a Messinambiente. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ci è stato detto che è stata già individuata una ditta e apprendiamo che sarebbe l’Ato. Rimango basito su questa notizia. Le Ato di fatto non esistono più da anni, Ato 4 è in liquidazione. Come si può pensare di affidare all’Ato 4 il servizio per la stagione estiva a Taormina? Non hanno mezzi e non hanno personale, non hanno nulla. Già la differenziata, per come è stata fatta, qui è stata un flop. Messinambiente sta facendo la voce grossa e ha ragione a farla, perché il Comune è debitore verso la società di una ingente somma. Possibile che questo Comune non sia nelle condizioni di fare un bando di gara per l’affidamento del servizio? Non era forse più logico sedersi con Messinambiente e ragionare anziché andare allo scontro? Non era più logico continuare a far gestire il servizio alla società mista sino al 31 dicembre 2016 e darsi qualche mese di tempo per espletare il bando? Al 31 marzo Messinambiente si porterà via tutto. Quanto ci costerà il servizio? A mio avviso finirà che il Comune sarà costretto a ridare il servizio a Messinambiente e, in tal caso, almeno per questa estate avremo la certezza che questa città non verrà invasa dalla spazzatura».

La risposta dell’amministrazione – «In questo momento – ha risposto il consigliere comunale Antonio Lo Monaco (che ha delega del sindaco sull’Ecologia) – intanto Messinambiente deve garantire il servizio sino al 31 marzo. Il Comune pagherà quello che è dovuto alla società mista, come d’altronde ha sempre fatto in un contesto nel quale la società ha avuto delle difficoltà. Non è possibile adottare lo strumento di ulteriori proroghe a Messinambiente. Dobbiamo muoverci nell’ambito della legalità, per garantire la raccolta rifiuti nei prossimi mesi. E’ chiaro che non vogliamo arrivare a una situazione emergenziale. Stiamo lavorando per poter dare un servizio alla città. Ato 4 sappiamo che è una società in liquidazione. Io personalmente non andrei con l’Ato ma non ho potere di firma. In questa situazione preoccupa anche me la prospettiva dell’affidamento per due mesi all’Ato. Ci sono già state però diverse manifestazioni di interesse, protocollate, da parte di società che hanno spalle larghe, requisiti e strumenti e che potrebbero benissimo iniziare in via sperimentale il nostro piano di intervento. Dobbiamo vedere cosa dirà la Prefettura o chi di dovere, perché al di là di quello che noi vogliamo bisogna operare con la massima trasparenza e per operare il passaggio servono certezze supportate dalla legge. L’ideale sarebbe partire con una società, nella transizione prima del bando Aro, per iniziare il servizio in via sperimentale con il quadro già approvato».

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