Alessandro Costantino, capogruppo gruppo consiliare “Giardini Naxos Bene Comune”
Alessandro Costantino, capogruppo gruppo consiliare “Giardini Naxos Bene Comune”

Che fine ha fatto il bilancio partecipato? – A chiederlo all’amministrazione comunale è il gruppo consiliare “Giardini Naxos Bene Comune”. Giardini Naxos nei mesi scorsi aveva deciso di sperimentare questa forma di partecipazione attiva dei cittadini alla vita politica della propria città che consistente nell’assegnare una quota di bilancio del comune alla gestione diretta dei suoi abitanti. Così l’amministrazione comunale, con delibera di Giunta dello scorso novembre, ha destinato al bilancio partecipato 41 mila euro. Il sindaco, inoltre, aveva emanato un avviso pubblico che prevedeva il termine del 7 dicembre 2015 per la presentazione delle proposte.

“Giardini Naxos Bene Comune” chiede chiarezza e trasparenza – «A tutt’oggi, sul sito istituzionale del Comune di Giardini Naxos – scrive il capogruppo Alessandro Costantino – non è possibile reperire informazioni circa le proposte pervenute e quelle eventualmente accettate dall’ente». Il gruppo consiliare “Giardini Naxos Bene Comune” ha presentato al sindaco Nello Lo Turco un’interrogazione, al fine di avere l’elenco delle proposte pervenute al comune di Giardini Naxos, di sapere quali proposte l’amministrazione ha deciso di accogliere e realizzare e conoscere, infine, quali sono stati i criteri utilizzati nella scelta delle proposte. Ma soprattutto il gruppo consiliare chiede di sapere per quale ragione l’amministrazione Comunale non ha reso pubbliche queste informazioni. «Riteniamo che lo strumento del Bilancio Partecipato debba essere potenziato ed attuato in assoluta trasparenza- sottolinea Alessandro Costantino- Abbiamo già espresso le nostre perplessità circa le modalità seguite dall’amministrazione ed abbiamo presentato una bozza di regolamento, ricevendo ampie rassicurazioni dall’Assessore al ramo circa la volontà di dotarsi di un apposito regolamento ma, ad oggi, nulla è stato fatto».

Esempi di bilancio partecipato – Si tratta di un modello nato alla fine degli anni Ottanta a Porto Alegre in Brasile ed esportato anche in Europa e in Italia. Grottammare in provincia di Ascoli Piceno è stato il primo comune italiano ad introdurre dal 1994 il bilancio partecipativo. Adesso è ampiamente diffuso in numerose città del nord da Modena a Milano, e viene sperimentato anche in Sicilia. Una legge regionale obbliga i comuni a destinare almeno il 2 per cento dei trasferimenti regionali ad iniziative democraticamente suggerite dagli abitanti, ma la normativa prevede anche se i fondi da destinare a progetti di democrazia partecipata non verranno spesi, l’ente locale dovrà restituirli alla Regione Siciliana nel bilancio dell’anno successivo.

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