Aro e la raccolta differenziata

Aro, che fatica! – Via i cassonetti maleodoranti, spiagge più pulite, bollette più leggere. Si continua a sognare ad occhi chiusi, perché la favola degli Aro che sostituiscono gli Ato mettendo fine a un triste capitolo della questione rifiuti in Sicilia sembra rimandare il suo lieto fine. Prendi le difficoltà delle amministrazioni, aggiungici la nostalgia del passato e le lungaggini burocratiche: et voilà, il problema è servito. Il comprensorio jonico ha detto addio agli Ato da quasi due anni e mezzo, ma l’iter legato alla nuova regolamentazione si è rivelato più complicato del previsto.

Eppur si muove – Maggio, mese decisivo per S. Teresa. Dal Comune amministrato da Cateno De Luca sembrano risuonare gli ultimi rintocchi dell’Ato. Il sindaco ha dichiarato che il 2 maggio partirà, improrogabilmente, la gestione comunale del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Spariranno i cassonetti, si risparmierà oltre 1 milione di euro l’anno e, nel frattempo, comincerà l’indottrinamento dei residenti che se differenzieranno bene avranno uno sconto sulla bolletta. Tempi più lunghi invece per l’Aro Valle del Nisi. Primo ad arrivare sulla pista di volo, ultimo a decollare. Fiumedinisi (Ente capofila), Nizza di Sicilia, Alì Terme e Alì dovranno attendere almeno la fine del 2016. A inizio febbraio è stato pubblicato il bando per l’affidamento del servizio: mancano gli adempimenti relativi alla gara, poi si entrerà nel vivo, ma il primo anno sarà di prova.

Chi ben comincia è a metà dell’opera – Anche se gli Aro tardano a decollare, c’è chi fa la differenza. E differenzia. La Giunta di Letojanni ha recentemente prorogato il servizio di raccolta porta a porta per altri due mesi, fino al 30 aprile 2016, perché «i risultati fino ad ora raggiunti possono considerarsi positivi». Dall’11 gennaio la raccolta è attiva anche nel Comune di Savoca. L’amministrazione ha distribuito kit e materiale informativo, chiarisce dubbi per telefono e su Facebook: qualche disagio iniziale è normale, ma la strada intrapresa sembra quella giusta.

A Roccafiorita si differenzia dal 1 giugno 2014 – Comune virtuoso? Decisamente sì. Il centro è piccolo e le difficoltà sono minori, ma l’amministrazione è impegnata a 360 gradi per rendere il comune all’avanguardia nella sostenibilità ambientale. «Prima di iniziare abbiamo fatto delle assemblee civiche per spiegare ai cittadini le nuove modalità – ha dichiarato Fabio Orlando, Presidente del Consiglio – . Abbiamo poi cominciato in collaborazione con l’Ato un servizio di raccolta porta a porta spinto, con la graduale eliminazione dei cassonetti». Un passaggio complicato, spiega: «E’ difficile abituare i cittadini alla scomparsa del cassonetto, specialmente gli anziani». Ma i risultati sono arrivati: dalle 72 mila tonnellate di indifferenziata del 2013 si è passati a 42 mila tonnellate nel 2014 e si è scesi ulteriormente a 30 mila tonnellate nel 2015, ben oltre il dimezzamento del conferimento in discarica. Effetti positivi per i cittadini che hanno partecipato alla raccolta nel 2014. Il prossimo obiettivo è raggiungere il 65% di differenziata: «Abbiamo intenzione di incontrare ancora i cittadini per migliorare la raccolta e spingere di più con l’organico – conclude Orlando -. Il Comune ha installato delle compostiere collettive per evitare di portare l’organico in discarica». Impegnato in prima linea nella gestione rifiuti il vicesindaco Carmelo Concetto Orlando. Tutto tace invece sul fronte Aro che Roccafiorita sta provando a fare con Limina: manca ancora l’ok della Regione al Piano d’Intervento.

Imparare ad essere civili – “Lunedì organico, martedì plastica e alluminio, sabato vetro. L’indifferenziato dove lo metto? Nel sacco blu o in quello nero? Il cartone va con la carta…”. Ebbene sì, differenziare non è facile. Il primo passo verso una buona riuscita della porta a porta è educare il cittadino. E’ necessario dare alle persone tempo per prendere dimestichezza con le nuove modalità, ma è altrettanto importante che le persone siano ben disposte al cambiamento. Perseguire dei buoni obiettivi di raccolta differenziata è un dovere verso l’ambiente e di conseguenza verso noi stessi e coloro che verranno dopo di noi. Lo sapevate che riciclare alluminio fa risparmiare il 95% di energia?

Sicilia, fanalino di coda – Il nostro mare sarà tra i più belli d’Italia, eppure in materia di “ambiente” non ce la caviamo tanto bene. Dall’ultimo rapporto Conai-Anci su raccolta differenziata e riciclo emerge che le Regioni che hanno superato l’obiettivo del 50% dei rifiuti avviati a riciclo sono tutte del Centro-Nord (Piemonte, Lombardia, Trentino Alto-Adige, Friuli Venezia Giulia, Marche, Sardegna ed Emilia Romagna). Invece, il Sud, si legge, «in assenza di provvedimenti straordinari, difficilmente riuscirà a centrare l’obiettivo entro il 2020». Cause: impianti meno adeguati e minore sensibilità nei confronti della tematica.

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