Ponte sullo stretto Renzi «Prima o poi si farà»
Matteo Renzi, presidente del Consiglio

Infrastrutture in Sicilia – «Il Ponte sullo Stretto di Messina verrà fatto prima o poi, lo ritengo utile, l’importante è capire tempistica, costi, collegamento e quando ci sarà dovrà essere anche per i treni». A dichiararlo è il Premier Matteo Renzi che ha parlato di infrastrutture siciliane. Sì al Ponte, un giorno forse, ma le priorità per l’isola in questo momento sono ben altre: «Prima portiamo a casa i risultati di opere incompiute perché qui ci son solo quelli che pensano di arrivare e portare a casa progetti faraonici».

«Lavori fatti coi piedi» – Come dargli torto? Il Ponte sullo Stretto diventa senza dubbio un progetto faraonico in un Paese che assiste a un crollo dopo l’altro. «Su questa importante infrastruttura – ha continuato il premier – si è giocato un derby ideologico tra fautori e detrattori totalmente privo di aderenza alla realtà perché se ci mettiamo un pizzico di buonsenso, prima mettiamo a posto le strade in Sicilia, perché per un periodo è crollato un viadotto al mese, dopo che negli anni ’60 e ’70 sono stati fatti lavori coi piedi».

Pollice in giù per le autostrade – Vada per il buon senso, ma servono i fatti. La Sicilia è impercorribile, le autostrade sono un colabrodo e ci sono giorni in cui la situazione della viabilità sembra un bollettino di guerra: transito interrotto, transito deviato, tratto autostradale chiuso, lunghe code causate da una frana, strada impraticabile, riduzione di carreggiata causa lavori. Spostarsi in Sicilia non è veloce e non è neanche sicuro. Basti pensare al viadotto Himera o al viadotto Petrulla o ancora al ponte Scorciavacche, solo per citare alcuni dei crolli strutturali più significativi degli ultimi anni. Rappresentativa del disagio generale anche la situazione dell’A18: a ottobre scorso una frana ha invaso il tratto autostradale nella zona di Letojanni, la carreggiata in direzione Messina-Catania rimane ancora chiusa al transito.

Dossier Mit – L’analisi del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per l’anno 2014 disegna una situazione a dir poco infelice per le autostrade siciliane. Il Cas gestisce 298,4 km di rete (A18 Messina-Catania, A18 Siracusa-Rosolini, A20 Messina Palermo). Di questi solo il 20% è munito di rete coperta da pavimentazione drenante, mentre non esistono reti coperte da tutor, centraline meteo, rilevatori di ghiaccio, rilevatori di nebbia, colonnine Sos. Anche i servizi rivolti all’utenza lungo i tratti sopraindicati non sono soddisfacenti: zero officine, zero rifornimenti metano, no wifi, un bancomat. La società concessionaria non possiede inoltre nessuna certificazione sui sistemi di gestione. Per la tutela dell’ambiente, invece, sono stati realizzati solo 43 km su 300 di pavimentazione drenante-fono assorbente, 8000 metri lineari di barriere anti-rumore e zero impianti fotovoltaici. Si tratta di una relazione incompleta dal punto di vista finanziario e amministrativo in generale, per mancanza di informazioni trasmesse. I rapporti tra Ministero e Cas non sono ottimali: la concessione instaurata nel 2000 scadrà nel 2030, ma nel 2007 è stata avviata una procedura di contestazione per le “gravi inadempienze” che mirava a far decadere la concessione, senza riuscirci (il provvedimento è stato annullato dal Consiglio di Giustizia amministrativa della Regione Sicilia nel 2012) Il Cas ad oggi prosegue nella gestione e una seconda contestazione, ancora in corso, è stata avviata per «le molteplici non conformità periodicamente rilevate sulle autostrade gestite».

Strade Anas – L’Anas gestisce invece 425,3 km di rete: A29 Palermo-Mazzara del Vallo e diramazione Punta Raisi (118,8); A29 – Dir – Alcamo – Trapani e direzione Birgi (50,0); A19 Palermo-Catania (192,8); A19 diramazione per via Giafar (5,2); A29 Racc. Bis – Raccordo per Via Belgio (5,6); A18 Dir – Catania Nord – Catania Centro (3,7); Catania-Siracusa (49,2). Ci sono lavori in corso sull’A29 Palermo dal luglio 2015 e che dovrebbero essere consegnati nel mese in corso, ma l’avanzamento dei lavori non è neanche al 50% (riqualifica mediante interventi di rinforzo e risanamento dell’intradosso delle solette e delle pile e rifacimento dei giunti di dilatazione del viadotto Augusto); lavori anche sull’A29 direzione Alcamo-Trapani dal giugno del 2014 e la cui ultimazione è prevista per luglio prossimo: indietro sui lavori anche qui, realizzato solo il 15,86% (adeguamento delle strutture e degli impianti tecnologici della galleria Segesta. L’A19 Palermo-Catania è un cantiere di lavoro a cielo aperto: insistono i lavori per il ripristino del viadotto Himera, per cui non è stato ancora previsto un termine; incertezza sulla fine dei lavori anche del viadotto Favara, mentre da ottobre scorso sono in atto interventi di ripristino del piano viabile e della segnaletica orizzontale in entrambe le carreggiate tra i km 0+000 e 72+800 che dovrebbero essere consegnati a breve.

«Come i treni a vapore, di stazione in stazione» – La situazione non migliora se abbandoniamo l’idea di spostarci in auto e decidiamo di viaggiare in treno. A meno che non ci piaccia l’avventura. Veri e propri viaggi della speranza, ammesso che si riesca a partire. E, anche in quel caso, si sa quando si parte ma non si sa quando si arriva. E come se non bastasse, a dicembre 2015 sono anche aumentate le tariffe regionali. Oltre il danno, la beffa: i biglietti aumentano, ma i servizi non migliorano. Una vecchia storia che non si sa quando cambierà . Ma una cosa è certa, il Ponte al momento non è la priorità per i siciliani.

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