Ospedale di Taormina, D'aveni al contrattacco: «Il Consiglio pronto a difendere cardiochirurgia»
Antonio D'Aveni, presidente del Consiglio comunale di Taormina

Il presidente all’attacco – «La vicenda della richiesta è inaccettabile e paradossale. Bisognerebbe forse usare toni poco istituzionali per rispondere, di certo bisogna smetterla con questi tentativi di depredare Taormina, le sue strutture e le sue professionalità di eccellenza». Cosi interviene il presidente del Consiglio comunale di Taormina, Antonio D’Aveni in merito alla richiesta avanzata dal deputato Giorgio Ciaccio per il trasferimento del Centro di Cardiochirurgia Pediatrica da Taormina a Palermo.Il Movimento Cinque Stelle proprio in queste ore prova a fare dietrofront ma D’Aveni non usa mezzi termini nel replicare all’iniziativa del parlamentare regionale di Cinque Stelle

Civico consesso in prima linea – «Il Consiglio comunale, se dovesse essere necessario, anche stavolta si farà trovare pronto a fare atti finalizzati a contrastare qualsiasi ulteriore tentativo di depotenziare la nostra sanità. Mi stranisce questa richiesta dell’on. Ciaccio, che adesso pare abbia fatto dietrofront, ma devo dire che mi straniscono altrettanto alcune deputazioni di maggioranza che dovrebbero interloquire direttamente col presidente Crocetta affinché questo non avvenga e che, a quanto pare, apprendono improvvisamente queste cose a mezzo stampa. La realtà è che da anni ci vengono date rassicurazioni su ogni argomento e dall’altro tutto viene poi smentito dai fatti. Questo “giochino” non è più ammissibile».

I costi della struttura – «Prima di correggere poi il tiro, il deputato Ciaccio, che se non erro è nativo di Palermo, aveva detto che bisognerebbe spostare il Centro di Cardiochirurgia pediatrica a Palermo, ma su quali basi esattamente? E’ vero che in origine si era prospettato un periodo di attività a Taormina per poi spostare il tutto, ma le cose sono cambiate e in questi anni sono stati spesi 11 milioni per approntare tutta la struttura a Taormina. Vogliamo forse attuare una politica di contenimento dei costi smantellando tutto e spendendo un altro pò di milioni? Non mi risulta che il Centro di Cardiochirurgia Pediatrica sia un giocattolo che si può prendere e portare via con le ruote. Lo spostamento non sarebbe gratuito. E allora la frenesia di trovare spese inutili porta a vederle dove non ci sono e dove invece c’è l’eccellenza sanitaria e assistenziale che va tutelata e non smantellata».

Contro i campanilismi – «Non si può azzerare un Centro del genere per dei campanilismi. Noi siamo per le cose giuste e non possiamo condividere parole poche rispettose per la città come quelle che abbiamo letto in queste ore. Pretendiamo rispetto per Taormina e per tutto il comprensorio. L’Ospedale di Taormina non è un ricovero di periferia ma un presidio di eccellenza della Sicilia e del Sud Italia, dove la Cardiochirurgia pediatrica è ormai parte integrante della rete sanitaria».

Le promesse palermitane – «I politici la smettano con iniziative prive di fondamento e la smettano anche di fare passerella. E anche a chi dice di voler difendere la nostra città chiediamo più fatti e meno proclami, specie se poi si fa parte della maggioranza di governo che c’è a Palermo. Abbiamo assistito a tante passerelle e troppe promesse non mantenute. Ricordiamo la frana in autostrada che è ancora lì, il nostro ospedale che ha subito una riduzione dei posti letto, e Taormina Arte dove non si capisce bene cosa intenda fare la Regione. E che dire dei proventi del Teatro Antico ancora bloccati a Palermo e del ticket introdotto per Isola Bella, dove siamo strati costretti ad incaricare un legale. I deputati del messinese, regionali e nazionali, di maggioranza e di opposizione, prendano posizione: qui non si parla di Taormina ma di tutelare l’intero territorio provinciale».

© Riproduzione Riservata

Commenti