L’ateneo punta alla gestione – Aspettando gli sviluppi del ricorso sul ticket presentato dal Comune contro il decreto della Regione, si fa sempre più concreta la pista che potrebbe presto portare all’affidamento della Riserva naturale orientata di Isola Bella all’Università di Messina. L’Ateneo peloritano pare sempre più deciso a candidarsi per ottenere la gestione dell’oasi taorminese e già arrivano importanti indiscrezioni da Palermo che raccontano di contatti già avviati in assessorato al Territorio ed Ambiente. L’Università di Messina sarebbe, insomma, pronta a rompere gli indugi e pare intenzionata a prendere la gestione di Isola Bella, che attualmente è ancora affidata ad Cutgana, centro di ricerca che fa riferimento all’Università di Catania. L’affidamento dato a suo tempo, nel 2010, dalla Regione al Cutgana si concluderà a fine anno. E proprio in vista del momento in cui terminerà la gestione del Cutgana, pare delinearsi all’orizzonte il “passaggio del testimone” da un ateneo all’altro, da Catania  a Messina.

Cutgana non ha intenzione di cedere il comando – Va detto pure che il Cutgana non vuole mollare e pare anzi determinato a riproporre la propria candidatura. Il centro etneo di ricerca, finito al centro delle polemiche e criticato pesantemente anche in Consiglio comunale per la recente querelle del ticket, vorrebbe confermare la propria posizione ed ottenere l’ok della Regione per rimanere al “timone” di Isola Bella anche nei prossimi anni.

Il grande escluso – Di sicuro c’è che sino a questo momento chi è rimasto ai margini della situazione di Isola Bella è il Comune di Taormina, incredibilmente venuto a conoscenza solo qualche settimana fa di un decreto della Regione che già il 20 ottobre scorso aveva previsto l’introduzione del ticket a pagamento per l’ingresso alla Riserva Naturale. Una vicenda che la dice lunga sull’autonomia di scelte che ha deciso di portare avanti la Regione, senza preoccuparsi degli intendimenti della Città di Taormina per il proprio territorio. Ecco perché il Comune si è visto costretto, nelle scorse ore, a presentare il ricorso al Tar di Catania che ora cercherà di stoppare il decreto assessoriale che prevede l’avvio di un biglietto a pagamento per l’ingresso nella Riserva di Isola Bella.

L’attesa – Gli operatori economici attendono di capire come andrà a finire il ricorso presentato dal Comune al tribunale amministrativo contro il decreto contestato, e intanto sono pronti a clamorose azioni di protesta se davvero dovesse arrivare il giorno dell’effettiva entrata in vigore del ticket a pagamento per accedere alla Riserva. Il rischio, evidentemente, è quello di un vero e proprio “salasso” per i turisti che rischiano di dover mettere mano pesantemente al portafoglio tra il biglietto della funivia (quando l’impianto tornerà presto in azione), l’eventuale biglietto per l’ingresso nella Riserva di Isola Bella, la permanenza in un lido, e l’eventuale visita all’isolotto dove già da anni esiste un ticket per l’utenza. E non è difficile immaginare come e quanto potrebbero lievitare i costi per le famiglie che hanno due, tre o quattro figli.

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