Taormina, Teatro Greco

L’ennesima decurtazione del fondo – Un altro taglio al finanziamento annuale per Taormina Arte. Il contributo che lo scorso anno era stato di 828 mila euro è stato infatti decurtato nelle scorse ore dall’Ars a 787 mila euro per il 2016, con una riduzione di circa 40 mila euro. Un’altra sforbiciata, dunque, in un contesto che, nel passare degli anni, ha visto ridursi il fondo per Taormina Arte di oltre il 90% rispetto agli importi che a suo tempo sostenevano in modo forte e adeguato l’ente culturale.

L’incognita della Fondazione – Adesso, comunque, i riflettori sono soprattutto puntati sul futuro e sulla situazione che rimane complessa per quanto concerne l’iter costitutivo della Fondazione. Un incontro in Comune, organizzato dal presidente del Consiglio Antonio D’Aveni, si è tenuto pochi giorni fa a Palazzo dei Giurati alla presenza del commissario ad acta nominato dalla Regione per traghettare la kermesse verso la trasformazione giuridica, Pietro Di Miceli, che nell’occasione è stato a colloquio con i capigruppo consiliari e che dovrebbe essere ora nuovamente a Taormina nella giornata di venerdì. L’obiettivo è quello di arrivare alla stesura di uno statuto condiviso dalle parti interessate. Il Comune di Taormina auspica chiarezza sugli intendimenti della Regione circa le prospettive per la manifestazione. «Se si vuole realizzare la Fondazione non ci devono essere né principi né vassalli ma si deve andare tutti verso la stessa direzione», ha detto il sindaco e presidente di TaoArte, Eligio Giardina.

Il macigno dei debiti – Tuttavia, nei fatti, rimane sino ad ora irrisolta la problematica più importante, quella anzi essenziale, che riguarda il pagamento dei debiti che ha l’ente. Somme che il Comune di Taormina non può accollarsi e che neppure la Regione pare disposta sino a questo momento a recepire, ritenendo di aver finanziato Taormina Arte ma di non averne avuto in questi anni un ruolo attivo in termini gestionali. Una preziosa attività di mediazione e di attenta analisi della situazione viene, ad ogni modo, svolta dal segretario generale Ninni Panzera, che ha anche previsto un possibile piano pluriennale per ammortizzare il debito e far fronte in particolare alle pressanti azioni degli enti previdenziali che hanno intrapreso anche azioni ingiuntive.

Corsa contro il tempo – L’opposizione ha chiesto all’Amministrazione di “mostrare i muscoli” al cospetto della Regione. Un mese di tempo verrà dato al Comune di Messina, all’ex Provincia regionale di Messina e alla Regione stessa per definire il programma di conferimento dei beni alla costituenda Fondazione. Il nascituro soggetto dovrebbe essere in grado di fare cassa da solo e con le produzioni al Teatro Antico da valorizzare in Italia e all’Estero. E, intanto, attendono notizie i lavoratori che da tempo sono rimasti senza stipendio.

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