Il premio Custodi della Bellezza verrà consegnato il 4 giugno
Taormina, Casa Cuseni

Il premio Custodi della Bellezza verrà consegnato il 4 giugno – Nell’ambito della I edizione di “Nostos. Festival del viaggio e dei Viaggiatori, il 4 giugno in una solenne cerimonia a Casa Cuseni, una giuria composta dai membri del Comitato scientifico di Casa Cuseni presieduto da Francesco Spadaro, dal direttore artistico di NaxosLegge e dal Coordinatore regionale delle Case della Memoria, consegnerà il premio “Custodi della Bellezza” intitolato alla memoria di Khaled Al-Assad, ucciso per difendere la storia, l’arte e l’identità della Siria. Il nome del vincitore verrà reso noto venerdì 11 marzo nel corso di una conferenza stampa a casa Cuseni. Il premio “Custodi della Bellezza”, ideato dal Museo Casa Cuseni e da NaxosLegge, nasce dall’esigenza di sostenere idealmente quanti si spendono per custodire la bellezza, in ogni sua forma e parte del mondo.

Conferenza stampa a Casa Cuseni – La prima edizione del Premio Custodi della Bellezza, intitolato a Khaled al-Asaad verrà presentata alla stampa venerdì 11 marzo alle 11,30. Alla conferenza stampa interverranno: Francesco Spadaro, direttore di Casa Cuseni e presidente della giuria del premio; Fulvia Toscano, direttore artistico di NaxosLegge; la scrittrice Marinella Fiume; Paolo Patanè, direttore generale CUNES (coordinamento Comuni Unesco della Sicilia); Giuseppe Nuccio Iacono, museologo e coordinatore regionale del circuito delle Case della Memoria; Sebastiano Tusa, archeologo e soprintendente del mare; Maria Costanza Lentini, direttrice del Parco archeologico di Naxos e Taormina e Fabio Granata direttore del Distretto SUDEST.

Un premio dedicato a Khaled al-Asaad, custode e martire della bellezza – Khaled al-Asaad, uno dei più importanti pionieri nel campo dell’archeologia in Siria del ventesimo secolo, è stato barbaramente ucciso dai terroristi dell’Isis il 28 agosto scorso. Nominato nel 1963 direttore del museo e del sito archeologico della città di Palmira, mantenne la carica per più di quarant’anni; lavorò con colleghi statunitensi, francesi, tedeschi e svizzeri nell’indagine sulle prime civiltà a Palmira. Grazie ai risultati di questo lavoro, l’UNESCO nel 1980 riconobbe Palmira come Patrimonio dell’umanità; pubblicò numerosi articoli su riviste di archeologia e più di venti libri su Palmira e sulla Via della seta; cultore di aramaico, tradusse diversi testi da quella lingua. Per il suo contributo allo studio dei siti archeologici di Palmira, venne insignito dell’Ordine nazionale al merito della Repubblica Francese, dell’Ordine al merito della Repubblica di Polonia e dell’Ordine al Merito della Repubblica tunisina. Nel luglio del 2015 fu rapito dai militanti dello Stato Islamico (ISIS), ripetutamente torturato (il quotidiano britannico The Guardian riferì che Asaad avrebbe rifiutato di fornire informazioni su dove fossero nascoste antiche opere d’arte) e il 18 agosto 2015 ucciso sulla piazza di fronte al Museo della città nuova di Palmira (oggi Tadmur), il suo corpo decapitato ed esposto al pubblico, appeso a una colonna.

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