Dopo 40 anni di degrado e abbandono il Villaggio Le Rocce inizia a rivivere – L’incantevole villaggio turistico diventato un “cimitero” rivede finalmente squarci di luce con i primi lavori effettuati dal mecenate Antonio Presti, che punta alla realizzazione di un Museo sul Mare. Il presidente della “Fondazione Fiumara d’Arte”, una volta ottenute dalla Città Metropolitana le chiavi del villaggio, non ha perso tempo e ha fatto subito effettuare il decespugliamento, passaggio preliminare per il quale è stato autorizzato da Palazzo dei Leoni. In soli quattro giorni di interventi gli esperti di agrotecnica Enzo e Alfio Puzzolo hanno cosi ripulito i percorsi dalle erbacce all’interno dell’oasi e che ostacolavano la visuale di diverse zone del villaggio.

Lo stato dei luoghi – A questo punto Presti ha potuto avviare una ricognizione più precisa sullo stato dei luoghi, in vista della stesura del progetto che dovrà essere posto all’attenzione dell’ex Provincia regionale. Palazzo dei Leoni, non appena sarà pronto, valuterà il relativo studio di fattibilità ed il conto economico-finanziario che Presti predisporrà in funzione dell’ok alla rifunzionalizzazione de Le Rocce. Si parla di un contesto ambientale e paesaggistico, quello de Le Rocce, di rara bellezza ma drammaticamente deturpato dai tanti anni di abbandono dell’area. «Morte, scempio e cupezza»: queste le emblematiche parola di Presti su quanto ha avuto modo di vedere a Le Rocce per come è oggi ridotto il villaggio turistico che fu inaugurato dalla Regione nel 1954 e dove tutto si è poi fermato agli Anni 70.

Abbandono e degrado – All’interno del Villaggio Le Rocce, che si affaccia sulla baia di Mazzarò, si notano al momento bungalow per gran parte crollati e diroccati, e le cui condizioni sono nel complesso disastrose. E si possono notare in più punti spazi vandalizzati con delle scritte ed insediamenti di fortuna abusivamente ricavati da ignoti che si introducevano di nascosto all’interno del villaggio. Le Rocce è stato per diverso tempo ritrovo notturno di senza tetto, tossici e balordi vari che si accampavano li e hanno lasciato pure vestiti e oggetti che mostrano in maniera inequivocabile i segni di presenze nell’oasi. C’è persino una baracca abusiva a suo tempo sequestrata dalla Polizia municipale.

Le parole del mecenate – «Bisogna far rivivere Le Rocce e far tornare in vita la bellezza in questo luogo meraviglioso, attualmente ridotto purtroppo ad un cimitero. Il mio impegno è totale, in questa fase sto osservando con attenzione quello che si potrà fare», ha detto Presti che ora si appresta a preparare il progetto da trasmettere all’ex Provincia. Verrà eseguito un rilievo plano-altimetrico con il gps, un accertamento dei volumi e delle pendenze, e quindi un computo metrico e lo studio di fattibilità delle opere. Presti intanto promette: «la prima cosa che vorrei far togliere, se avrò modo di riqualificare il villaggio Le Rocce, è la targa all’ingresso del villaggio. E’ una lapide che simboleggia cos’è diventata quell’area. E invece la bellezza e la vita devono tornare a splendere».

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