Sulle tracce del commissario – Un gruppo di escursionisti della Sottosezione di Taormina del CAI (Club Alpino Italiano), retta da Giuseppe Formaggio, si è recato domenica mattina nel ragusano alla scoperta dei luoghi utilizzati nella nota serie televisiva del “Commissario Montalbano”, in onda da ieri era su Rai Uno. Da Taormina si è partiti alla volta di Ragusa Ibla ove sono stati visitati il Giardino Ibleo, i resti del portale del vecchio Duomo, la chiesa di San Giuseppe, la Cattedrale dedicata al patrono San Giorgio ed ammirati svariati palazzi storici. La comitiva si è quindi spostata a Punta Secca ove si trova la famosa “casa di Marinella”, iresidenza di Salvo Montalbano. Dopo pranzo il pomeriggio è stato riservato ad una passeggiata nel centro storico di Scicli ove si sono potuti ammirare la chiesa di Sant’Ignazio,San Bartolomeo, Palazzo Beneventano, Palazzo Fava, Palazzo Spadaro ed il Palazzo Municipale usato nel set cinematografico quale ufficio del Questore e per le riprese in esterno del Commissariato di Montelusa.

Luoghi affascinanti – Riflettori puntati, dunque, su cittadine a misura d’uomo, concepite come giardini di pietra: un lungo percorso costellato da meravigliose decorazioni tardo-barocche. Tutta la zona del ragusano fu ricostruita con questo stile, dopo il terremoto del 1693, in un gioco di scale, vicoli e piazzette su cui si affacciano imponenti chiese e maestosi palazzi nobiliari, custoditi dai proverbiali mascheroni, posti a sostegno di caratteristici terrazzi. Un itinerario su cui si è sviluppato, negli ultimi anni, il cosiddetto “turismo di Montalbano” e i viaggi alla scoperta del set naturale della fiction televisiva. Un vero e proprio boom, alimentatosi anche grazie al riconoscimento Unesco, che nel 2002 ha inserito ben otto Comuni del Val di Noto nella lista dei beni Patrimonio dell’Umanità.

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