Tecnis

Chiesta la revoca dell’interdittiva antimafia – A pochi giorni dal sequestro delle quote azionarie del gruppo Tecnis, l’amministratore giudiziario Saverio Ruperto ha firmato le pratiche per riottenere la certificazione antimafia. L’azienda in crisi da tempo, con debiti per almeno cento milioni, stipendi non pagati e opere in ritardo, lo scorso novembre era stata colpita da una misura interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Catania. A questa condizione si è aggiunto martedì scorso la nomina di un amministratore giudiziariodelle tre società che compongono il gruppo Tecnis (Artemis spa, Cogip holding e Tecnis spa) ed il sequestro delle relative quote ed azioni, per un valore superiore ad un miliardo e mezzo di euro. La revoca dell’interdittiva antimafia rappresenta il primo passo per sbloccare i lavori e i pagamenti. Il documento già presentato in Prefettura a Catania permetterà all’impresa di partecipare a nuovi appalti e ottenere l’assegnazione di quelli già vinti, compresi quelli ancora da contrattualizzare e i project financing.

Piano di salvataggio – E’ quanto emerso dal vertice romano al Ministero dello Sviluppo Economico. L’amministratore giudiziario ha incontrato sindacati e governo per stabilire un piano di salvataggio dell’impresa di costruzioni etnea. Per scongiurare il fallimento Ruperto ha confermato che potrebbe presto procedere alla ripresentazione del piano di ristrutturazione del debito o scegliere la via del concordato preventivo. La priorità è trovare le risorse per pagare i dipendenti. In ogni caso, il commissario Ruperto ha confermato che non si opporrà al pagamento diretto dei lavoratori attraverso la ditte appaltanti. Intanto per tutti i dipendenti sarà chiesta la cassa integrazione, alla quale in seguito sarà valutata la possibilità di accesso.

La vendita di Tecnis è stata sospesa – Le procedure di vendita e reperimento di nuovi investitori, avanzate dal consiglio di amministrazione decaduto con la nomina di Ruperto ad amministratore giudiziario, sono state interrotte. L’impresa, da quanto emerso dal vertice al Ministero dello Sviluppo Economico, non potrà essere venduta durante il periodo in cui si troverà sotto sequestro. E c’è di più. Entro il termine del periodo di commissariamento (6 mesi ulteriormente rinnovabili), Ruperto cercherà di creare le condizioni per la vendita in blocco della società, dichiarandosi apertamente non disponibile allo spezzettamento dell’azienda, così come auspicato con forza anche dalle rappresentanze sindacali.

© Riproduzione Riservata

Commenti