Discussione sui bilanci – Il Consiglio comunale è tornato a discutere ieri sera le “turbolente” vicende della municipalizzata. All’ordine del giorno c’erano i bilanci: il rendiconto 2011, il consuntivo 2012 e 2013. A conclusione di una seduta dai toni accesi, protrattasi per tre ore, alla fine l’assemblea ha votato il rinvio dei punti riguardanti Asm con 11 voti favorevoli e 6 contrari. Nella circostanza l’attuale liquidatore Agostino Pappalardo, in apertura dei lavori, ha preannunciato in aula la trasmissione ai consiglieri di una relazione redatta dal consulente contabile fiscale di Asm, dott. Giuseppe Scarcella. «Il consulente – ha detto Pappalardo – fa rilevare nella sua relazione alcune anomalie rilevate durante l’allineamento dei conti tra Asm e Comune. E’ una relazione abbastanza corposa che, per dovere di ufficio, ho già inoltrato al Consiglio comunale».

Le indagini della Procura – Il dibattito politico ha quindi tratto spunto da un intervento, e relativa lettura di una nota, da parte del presidente della Prima commissione consiliare, Salvo Brocato, che in premessa si è soffermato sulla situazione di Asm e ha poi dato comunicazione di una vicenda giudiziaria in corso sulla liquidazione, che chiama in causa alcuni consiglieri comunali a seguito di una delle deliberazioni avvenute negli anni recenti in aula. «Dalle delibere di Consiglio comunale e dalle note a firma congiunta o separata di alcuni consiglieri comunali – ha detto Brocato – se ne deduce che nella gestione liquidatoria di Asm i rendiconti presentano incongruenze, errati appostamenti, riconducibili a violazioni dei principi contabili nazionali vigenti in materia che appaiono estremamente rilevanti e che, se provati, avrebbero risvolti di natura anche fiscale. I sottoscritti – continua Brocato – sono indagati dalla Procura della Repubblica – Tribunale di Messina per fatti riconducibili ad Asm a seguito di esposto del dott. Cesare Tajana (con esclusione dei consiglieri Leonardi, Lo Monaco e Pizzolo). Essendo in corso delle indagini, ogni decisione sugli argomenti posti in discussione, potrebbe interferire con il procedimento intrapreso e in corso da parte della magistratura. Ritenuto di dover cristallizzare gli atti posti in essere dal liquidatore pro-tempore di Asm, sia per quanto esposto negli interventi di cui alle delibere e nelle note citate, sia per motivi prudenziali che potrebbero incidere sulle dinamiche di carattere gestionale, finanziario e contabile nonché sulla tutela degli interessi generali sia del Comune che di Asm, azienda interamente partecipate, i sottoscritti consiglieri comunali propongono con espressa riserva di legge di sospendere la votazione degli argomenti all’ordine del giorno sino alla conclusione delle indagini poste in essere dall’Autorità Giudiziaria. Il documento è a firma dei consiglieri Salvatore Abbate, Gaetano Carella, Gaetano Cucinotta, Antonio D’Aveni, Enza De Luna, Giovanni Leonardi, Antonio Lo Monaco, Antonino Moschella, Franco Pizzolo ed Eugenio Raneri. Il consigliere Salvatore Brocato è stato incaricato di leggerlo».

L’amarezza di Valentino – «Mi auguravo – ha detto l’esponente del Pd, Carmelo Valentino – di poter parlare di bilanci. Invece ho appreso altro e della vicenda giudiziaria che riguarda alcuni consiglieri, e di cui mi dispiaccio. Non comprendo però cosa c’entra questa denuncia, fatta contro chi ha pieno diritto di stabilire e votare in piena libertà cosa ritiene più opportuno, su quello che riguarda gli interessi della città, a torto o ragione ma in buona fede. Ma la valutazione dei bilanci va fatta in ogni caso e sinora non è stato fatto nulla nemmeno sul piano di riequilibrio che entro giugno deve essere predisposto dal Comune. I bilanci di Asm vanno discussi, si può ragionare, ci saranno indagini ma se finiranno tra sei o sette anni che facciamo? Non possiamo aspettare. La storia dirà chi ha ragione e sarà onesta con tutti».

Benigni contro la liquidazione – «La mia posizione su Asm – ha dichiarato il capogruppo del Pd, Piero Benigni – è nota e non ho timore di dirla. L’azienda non andava messa in liquidazione. Mi rivolgo a chi votò allora quella liquidazione e vorrei capire cosa pensano adesso. Io non ho paura se mi chiamerà il giudice. Non capisco e non condivido tutta questa paura portata in aula con un documento. Non c’è nessun procedimento e non ci sono avvisi di garanzia, ma una possibilità di indagine in corso su un atto deliberativo di revoca dell’allora liquidatore. C’è solo un avviso di procedimento, che è ben altra cosa. Certamente il giudice si sarà fatto già un’idea su tutto quello che è l’iter di questa messa in liquidazione».

Il pensiero di Eugenio Raneri – «Le delibere su Asm – ha affermato il consigliere Eugenio Raneri – sono passate al vaglio dei tribunali, del Tar e del Cga, e ci sono state delle riunioni con i lavoratori in Prefettura. E nell’ultima lettera il Prefetto disse che il Consiglio comunale è sovrano. I fatti sono verbalizzati. Che poi le opinioni sulla messa o non messa in liquidazione siano state nel tempo divergenti lo si sa. I tribunali hanno dato ragione al Consiglio e le sentenze non si commentano, si rispettano. E’ altrettanto vero che io votai la liquidazione ma con un percorso ben delineato ed in tempi abbastanza brevi. Ad un certo punto non fu più possibile interloquire con il liquidatore». «Bilanci e rendiconti – ha concluso Raneri – non possono essere votati sino a quando non sarà stata fatta la chiarezza necessaria».

Sabato elogia il liquidatore Pappalardo – «Il Comune – ha detto il vicepresidente del Consiglio, Vittorio Sabato – continua a fare danni su Asm. Va ringraziato, invece, il Comandante Pappalardo che sta facendo quadrare i conti e sta sistemando le cose. La politica ha fatto tanti sbagli e troppi danni. E lo sbaglio principale è che non ci si riunisce per fare chiarezza e risolvere i problemi. Le vere Amministrazioni si siedono per 10 ore ad un tavolo per affrontare le difficoltà. Asm è stata la disgrazia del Comune di Taormina».

Nessun ostacolo al lavoro consiliare per Longo – Poi l’intervento del consigliere Graziella Longo: »I consiglieri comunali non hanno ricevuto alcun avviso di garanzia. Sono stati solo informati che ci sono delle indagini in corso. In quella nota non viene specificato nemmeno il capo di imputazione. Quella è una notizia che è stato chiesto un supplemento di indagini ma non vi è nessuna imputazione che possa ostacolare l’operato di questo Consiglio comunale. Sui bilanci, sia che vengano approvato o che vengano bocciati, la maggioranza e ciascun consigliere deve assumersi la responsabilità di votarli”. La Longo ha sferrato un duro attacco all’ex commissario liquidatore Tajana sui bilanci 2011 e 2012 e ha chiesto le dimissioni dell’attuale liquidatore Pappalardo: “è meglio che si dimetta, ci sono le condizioni affinché venga revocato».

L’ira di Pappalardo contro la Longo – «E’ ormai stucchevole – ha replicato Pappalardo – la continua ripetizione delle espressioni “coraggio, lealtà e trasparenza” da parte del consigliere Longo ma non voglio comunque entrare nel merito. Le anomalie rilevate dal dott. Scarcella riguardano il 2010-2014, perciò secondo me ci sarebbe da mettere mano anche al bilancio 2010. Il mio è stato un dovere di ufficio, espletato con la massima lealtà, trasparenza e buona fede».

Corvaia chiama in causa l’Amministrazione – «Se non si vogliono affrontare i bilanci, ne prendiamo atto – ha dichiarato Nunzio Corvaia – ma vorrei sapere anche cosa ne pensa l’Amministrazione. Mi piacerebbe conoscere il pensiero dell’Amministrazione, che fine farà l’azienda e quali sono le prospettive. La cosa più importante è il futuro, capire cosa accadrà all’Asm. Certamente non si può dimenticare che la prima commissione consiliare si è accampata per mesi all’Asm, pranzo e cena. Vorrei capire anche sui bilanci se ci sono incongruenze, come sembra, nelle relazioni, tra quanto sostiene il revisore e quello che sostiene il consulente».

Vertice congiunto – «Sul futuro dell’Asm faremo una riunione tutti insieme e ne parleremo, maggioranza e opposizione. Mi impegno personalmente ad avviare un confronto in tal senso», ha infine precisato il presidente del Consiglio, Antonio D’Aveni.

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