Destinati 38 mila euro – Via libera dell’Amministrazione comunale alla ripartenza del servizio di mensa scolastica a Taormina. La svolta è arrivata con l’avvenuta firma di una determina emanata dal sindaco Eligio Giardina tra le cui righe si dispone di procedere alla destinazione immediata delle somme, quantificate in 38 mila euro, al responsabile del procedimento Giovanni Coco per l’affidamento diretto del Servizio mensa. Al contempo è stato predisposto l’iter per la rimodulazione del servizio, con l’abbassamento della tariffa del buono pasto dagli attuali 4 euro e 50 centesimi a 3 euro. L’atto passerà adesso al vaglio della Commissione e poi del Consiglio comunale.

Il pensiero dell’amministrazione – «La situazione che si era creata a scuola – spiega il sindaco Giardina – meritava un impegno straordinario in tempi rapidi; questo andava fatto, e questo è quello che abbiamo fatto. Acquisiti tutti i pareri necessari, gli atti ora arriveranno al vaglio del Consiglio comunale, che certamente esiterà favorevolmente la questione». «Abbiamo dato ascolto alle difficoltà dei genitori e dei docenti – dichiara il vicesindaco ed assessore alla Cultura, Mario D’Agostino -, ed abbiamo messo in atto nel più breve tempo possibile tutte le risorse necessarie per affrontare in modo efficace la delicata situazione che si era venuta a creare. Ovviamente adesso sarà indispensabile programmare in tempi rapidi i passi futuri: il dialogo con la scuola dovrebbe mantenersi sempre serrato e costruttivo, non solo nelle prossimità di quelle problematiche che improvvisamente si presentano».

Il contenuto della determina sindacale – E’ intendimento dell’Amministrazione Comunale – si legge nella determina sindacale – procedere alla attivazione del servizio di refezione scolastica, per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di Taormina centro e delle frazioni di Trappitello e Mazzeo per gli alunni frequentanti le classi a tempo pieno e tempo parziale, necessario per non creare disagio alle famiglie. Il servizio in oggetto viene infatti valutato e qualificato da parte di questo organo esecutivo come di pubblico interesse e come irrinunciabile sostegno al diritto allo studio, tenuto conto che la didattica prevede per l’utenza scolastica anche il tempo pieno.

La protesta delle famiglie – E’ storia nota che sino a questo momento il servizio non era stato avviato perché la tariffa di 4 euro e 50 centesimi applicata dal Comune per l’anno scolastico 2015-16 è stata ritenuta un importo eccessivo dalle famiglie che hanno cosi scelto sino al 31 dicembre scorso di non avvalersi della mensa, confermando poi questa posizione anche nel nuovo anno sino a questo momento.

Previsto l’abbassamento delle tariffe – A questo punto la tariffa verrà finalmente rivisitata e abbassata. Contestualmente si è già proceduto a Palazzo dei Giurati ad elaborare una proiezione per la determinazione dei pasti totali presunti da dover preparare e somministrare per i mesi di marzo, aprile e maggio, per la parte cioè conclusiva dell’anno scolastico in corso.

La palla passa al Consiglio comunale – Il Civico consesso andrà a rivedere quanto era stato deciso con delibera del 9 settembre 2015 quando la tariffa del buono posto era stata fissata, come detto, in 4 euro e 50 centesimi a carico degli alunni usufruenti del servizio di refezione scolastica presso la scuola primaria. L’Istituto Comprensivo, a seguito di quella delibera, aveva preso atto della volontà dei genitori di dire “no” all’impennata della tariffa e comunicò al Comune la rinuncia al servizio stesso, lamentando come motivazione “il rincaro del buono pasto”.

Condizioni favorevoli – «Adesso – come si legge nella nota predisposta dal Rup, Giovanni Coco – sussistono le condizioni tecniche, amministrative e contabili per venire incontro alle richieste delle famiglie, di dover adeguare l’importo dovuto per i pasti della mensa della scuola materna ed elementare a 3 euro. Il servizio di refezione scolastica rientra tra quelli “a domanda individuale per i quali è prevista una contribuzione da parte degli utenti. Il servizio troverà applicazione con la disciplina dell’indicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare per la richiesta di prestazioni sociali agevolate ai sensi del D.p.c.m. n.159 del 5 dicembre 2013. Gli alunni frequentanti le classi di ogni ordine e grado dei plessi scolastici ricadenti nel Comune di Taormina sono 779 (Istituto Comprensivo 1)». Il servizio per i rimanenti tre mesi dell’anno scolastico potrà essere affidato in via diretta (l’importo previsto è di 38 mila euro, in linea col tetto massimo dei 40 mila euro entro i quali per legge si può procedere ad affidamento senza indire appalto) mentre in vista dell’anno scolastico che avrà poi inizio a settembre andrà predisposta apposito bando di gara.

Anche la minoranza a favore dell’abbassamento dei costi – «Il messaggio dei genitori è stato chiaro – ha detto proprio nella più recente seduta di Consiglio comunale il capogruppo di “ProgettiAmo Taormina”, Pinuccio Composto -. Le famiglie non ce la fanno a sostenere la tariffa a 4 euro e 50 centesimi. Sarebbe stato giusto già in origine non applicare quell’aumento scellerato. Se verrà portata in aula una proposta di riduzione della tariffa dall’attuale 99% al 36% siamo disponibili senza discussione per riportarlo al 36%. Non sono i 20 mila euro, in più o in meno, della mensa che incidono sui problemi della città o possono spostare la situazione del Comune. I problemi sono altri, come i soldi che deve darci la Regione».

© Riproduzione Riservata

Commenti