Al centro Mario Biondo con il padre Pippo e la madre Santina
Al centro Mario Biondo con il padre Pippo e la madre Santina

Oltre il danno, la beffa – Incredibili sviluppi nella drammatica vicenda della morte del cameraman Mario Biondo, trovato morto in Spagna il 13 maggio 2013 undici mesi dopo le nozze celebrate il 22 giugno 2012 al Palazzo dei Duchi di Santo Stefano a Taormina con la showgirl spagnola Raquel Sanchez Silva. Come se non bastasse il dolore per la perdita di Mario, la famiglia del giovane è costretta ora a incassare anche la beffa di una condanna. I genitori e la sorella di Mario Biondo sono stati, infatti, condannati dal Tribunale di Madrid, a seguito di un’azione legale intrapresa dalla Sanchez Silva, che aveva presentato denuncia per gli insulti di cui è stata destinataria dopo la morte del marito. Attestati di “scarsa stima” o insulti – come li ha ritenuti poi il giudice – sarebbero stati fatti in particolare sui social network.

La sentenza del Tribunale di Madrid – Secondo il tribunale, gli insulti in questione costituirebbero reato e a Pippo e Santina Biondo, e la figlia Emanuela, è stato inflitto l’obbligo di risarcire la Raquel Sánchez Silva con 3 mila euro per danni morali e di pagare le spese legali. Disposti, inoltre, otto giorni di arresti domiciliari. Il giudice ritiene che i commenti su Facebook nei confronti della Sanchez Silva, definita ad esempio «una vedova allegra», abbiano determinato «un continuo perpetrarsi di molestie illecite». La conduttrice della tv spagnola aveva, inoltre, chiesto al giudice di disporre provvedimento finalizzato a vietare ai tre imputati di avvicinarsi a lei (a 500 metri di proposta per l’esattezza) per un periodo di almeno 6 mesi. Tale richiesta è stata, però, rigettata poiché i familiari di Mario Biondo non risiedono in Spagna bensì in Italia e di conseguenza tale misura restrittiva «non ha alcuna rilevanza pratica».

La battaglia tra la vedova e i familiari del cameraman – I familiari di Mario Biondo non hanno intenzione di fermarsi e si dicono ancor più determinati ad andare fino in fondo nella battaglia intrapresa per fare luce sulla tragica fine del giovane. «Vogliamo giustizia e verità e continueremo a lottare per averla», ribadiscono Santina e Pippo, che a Madrid hanno invano chiesto l’assoluzione e riconosciuti, invece, colpevoli verso l’ormai ex nuora di «averla ingiuriata sulle reti sociali». La guerra fredda con Raquel Sanchez Silva è solo l’altra faccia di una contesa dove il senso di tutto sta nella determinazione della famiglia Biondo di capire, senza alcun ombra di dubbio, cosa sia avvero successo il pomeriggio del 13 maggio 2013 a Mario. Un ragazzo di 36 anni che, a quanto pare, non aveva alcun motivo per togliersi la vita ed il cui ritrovamento a gambe dritte e piedi stesi in avanti suscita una infinità di dubbi e stride con la fattibilità di un gesto estremo. Dubbi e contraddizioni, stranezze e perplessità come quelle suscitate dal comportamento della Sanchez, che ha preso in fretta le distanze dalla famiglia di Biondo e che sin da subito ha parlato di «un incidente» e ha detto addirittura: «Mario da bambino giocava a soffocarsi».

Le nuove indagini e i dubbi sul suicidio – La Procura di Palermo sta proseguendo il nuovo filone di indagini e la pista del suicidio traballa, destinata a sgretolarsi tra le tante contraddizioni di un’inchiesta chiusa troppo in fretta dalle autorità spagnole. I pubblici ministeri Geri Ferrara e Claudio Camilleri vogliono vederci chiaro e hanno chiesto una nuova perizia sulle foto ritrovate durante la recente rogatoria in Spagna, che ritraggono il corpo senza vita del cameraman palermitano nella casa di Madrid. Le foto saranno messe a confronto con gli esiti dell’autopsia eseguita sul corpo riesumato. La posizione del cadavere di Biondo, come detto, appare di dubbia compatibilità con l’esito dell’esame autoptico allora eseguito e se tali perplessità verranno a tutti gli effetti confermate il suicidio del cameraman palermitano potrebbe tramutarsi invece in un delitto con successivo depistaggio.

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