Stadio di polo di Giarre (Catania)
Stadio di polo di Giarre (Catania)

La Sicilia è la regina delle opere incompiute – Ad incoronarla il Codacons. Mettendo a confronto gli elenchi dell’Anagrafe delle opere incompiute con quelli dell’anno precedente, l’associazione dei consumatori si è accorta che la crisi ha generato una «abnorme crescita»: si è passati da 67 a 215 con un aumento di 148 infrastrutture incomplete e non fruibili nell’isola. La crescita mostruosa dipenderebbe, però, dal fatto che la Sicilia non avrebbe comunicato il dato nell’anno precedente. Dalla diga di Blufi in provincia di Palermo alla casa di riposo di Castel Termini in provincia di Agrigento l’elenco vede una serie di strade, impianti sportivi, ponti, acquedotti, ospedali, linee ferroviarie lasciate a metà. Inutili colate di cemento che stanno lì a ricordarci gli enormi sprechi di denaro pubblico.

A pagare sono sempre i cittadini – Quando si parla di opere incompiute in Italia, salite dalle 692 del 2013 alle 868 del 2014, la Sicilia non teme paragoni: ben 1 su 4 sorge sull’isola. Seconda classificata è la Calabria, ferma a 93 strutture fantasma. Male anche la Puglia: passata da 59 a 81. Le attuali 868 “certificate” sono già costate a detta del Codacons 4 miliardi e servirebbe un altro miliardo e quattrocento mia euro per completarle. «Queste infrastrutture sono già costate in media 166 euro a famiglia – afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi – Risorse sottratte alla collettività costretta a finanziare dighe progettate negli anni ’60 e poi lasciate in stato di abbandono, porti inaugurati e mai utilizzati, strade che non portano in nessun posto perché lasciate a metà, strutture inutilizzate a causa degli elevati costi di gestione».

Giarre capitale delle incompiute – Con 12 infrastrutture avviate e mai completate il triste primato va a Giarre. Monumenti di cemento e ferro lasciati figli di una politica mirata ad attrarre finanziamenti di ogni genere a partire dagli anni cinquanta. Il boom si è registrato poi negli anni ottanta con la costruzione degli scheletri di uno stadio per il polo, una piscina, un parcheggio multipiano, un anfiteatro, un parco con annessa bambinopoli. Un cimitero

I numeri delle incompiute in Provincia di Messina – Delle 215 opere incompiute siciliane 45 ricadono in provincia di Messina e 10 nel comprensorio jonico. Dalla piscina di Letojanni al caso simbolo di Roccafiorita. Il piccolo comune più piccolo del Sud Italia, adagiato alle pendici del monte Kalfa, detiene il primato di ben tre opere fantasma per soli 222 abitanti. Della “Costruzione del Centro sociale-culturale” (incompiuta di tipo A), una struttura imponente da circa 1000 mq collocata sulla via Belvedere per la quale sono statti spesi 671 mila 393 euro, non esiste che lo scheletro in cemento armato. Incompiuta anche la strada di collegamento al quartiere Stagno e realizzazione della Piazza Madonna dell’Aiuto da 413 mila 165 euro e lavori fermi al 34 per cento. Terza opera fantasma la strada intercomunale di collegamento tra Roccafiorita e la frazione Scifi di Forza d’Agrò: un’infrastruttura da 1 milione 12 mila euro per cui servono ancora 950 mila, con i lavori fermi al 51,59% che la rendono fruibile sono in parte.

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