CioccolArt
CioccolArt, l'edizione del 2014 a Taormina

Non solo questioni economiche ma anche logistiche – A spiegare le ragioni del clamoroso “divorzio” tra Taormina e la manifestazione “CioccolArt”, dopo sei edizioni di successo tenute nella Città del Centauro, è Donatella Rapisardi di “Immagine”, l’associazione artistico-culturale organizzatrice dell’evento. «La scelta di spostarci a Forza d’Agrò – dice – è dipesa anche da fatto che il Comune ci ha dato una struttura in gestione per un lungo periodo (10 anni, ndA), cosa che avevamo inutilmente chiesto a Taormina. Questo ci darà maggiore sicurezza consentendoci di poter programmare. Senza dimenticare che il convento di Forza d’Agrò è una struttura molto grande che ci permette di aprire un vero e proprio museo del cioccolato fisso tutto l’anno». Donatella Rapisardi non chiude però definitivamente le porte a Taormina: «La scelta di un paese vicino ci consentirà di continuare a lavorare con le strutture alberghiere taorminesi che per anni ci hanno supportato, questo è importante». A Forza d’Agrò, oltre al museo permanente, saranno organizzati due-tre eventi nell’arco dell’anno. «Ancora è prematuro parlarne – continua la responsabile di “Immagine” – ma a Pasqua organizzeremo un piccolo evento, prima ancora di aprire il museo, per presentare alla stampa il progetto».

Mancato sostegno – Oltre all’aspetto logistico, il trasferimento della manifestazione da Taormina a Forza d’Agrò è legato soprattutto a ragioni economiche. Rapisardi non vuol far polemica, ma ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. «La manifestazione da anni veniva fatta soltanto a mie spese con l’ausilio di amici e conoscenti, anche taorminesi. Ci vogliono otto mesi per organizzare un evento di questo tipo e una manifestazione in continua crescita non può essere gestita certo con i 4mila euro che ci ha offerto quest’anno l’Amministrazione comunale. Non bastano neanche per stampare le brochure…». Dopo le prime due edizioni, per le quali il Comune di Taormina aveva concesso un contributo economico (“Bastato solo per coprire le spese dei maestri pasticceri partecipanti”, precisa l’organizzatrice), il supporto dell’Amministrazione si è limitato alla messa a disposizione dei locali dell’ex Chiesa del Carmine. «Ci abbiamo rimesso economicamente – continua Donatella Rapisardi – ma non solo. Non c’è stata neanche l’attenzione necessaria. Faccio un esempio, venivano gli studenti degli istituti alberghieri per aiutarci e non c’è stata l’accortezza di non fargli pagare il parcheggio. Onestamente non me la sono più sentita di non poter dare neppure un gettone di presenza a chef e pasticceri che venivano da tutte le parte della Sicilia gratuitamente, pagandosi la benzina. Questo non è il modo giusto per gestire manifestazioni di un certo tipo».

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